Ottana Polimeri, oggi il vertice azienda-sindacati
Ottana, cresce la mobilitazione a sostegno della vertenza Al vaglio le strategie in vista dell’incontro a Cagliari
OTTANA. È proseguita anche ieri la protesta dei lavoratori di Ottana Polimeri che, da due giorni, presidiano il tetto dello stabilimento per riportare la loro vertenza all’attenzione dei tavoli istituzionali e, in particolare, della Regione e del governo. La clamorosa manifestazione, messa in atto lunedì scorso al termine di un’assemblea davanti ai cancelli della fabbrica chiusa da un anno e mezzo, ha già sortito i primi effetti, almeno sotto il profilo della mobilitazione del territorio. Iniziative collaterali e di sostegno sono in programma oggi e venerdì prossimo, 11 settembre, a Ottana. Oggi, alle 12, in fabbrica, si terrà un vertice tra azienda, sindacati, Confindustria ed Rsu per fare il punto della situazione e definire la strategia da mandare avanti nel prossimo incontro che dovrebbe tenersi a Cagliari, nella sede dell’assessorato regionale all’Industria, a metà settembre. Venerdì 11, invece, nel centro polivalente di via Lussu, con inizio alle 9.30, per iniziativa della Rsu, si terrà un’assemblea aperta alla quale sono stati invitati a partecipare i sindacati, l’azienda, gli amministratori del territorio, Confindustria, i consiglieri regionali e i parlamentari nuoresi e i rappresentanti delle forze politiche. Una mobilitazione generale che dovrebbe fare ripartire, intorno alla vertenza di Ottana Polimeri, anche la lotta per ripresa dello sviluppo della Sardegna centrale. I lavoratori attendono risposte dalla Regione sull’apertura di un tavolo con l’Eni per la cessione a Ottana Polimeri degli impianti di Sarroch indispensabili per la fornitura della materia prima allo stabilimento di Ottana. Il tutto per accorciare, con un progetto strategico, la filiera chimica sarda, riducendone i costi energetici, e semplificando i processi produttivi con una sorta di interconnessione industriale che coinvolga anche la Saras. Un progetto, questo, messo in campo dall’azienda di Paolo Clivati e dai sindacati e condiviso anche dalla Regione. Ma che, per chiudere il cerchio, ha bisogno del nulla osta da parte dell’ Eni, proprietario degli impianti di Sarroch. E qui la questione si intreccia con la politica. Al punto che, visto il nulla di fatto ottenuto finora dalla Regione nelle interlocuzioni con Eni, i lavoratori hanno chiesto, con una lettera al premier Matteo Renzi, l’intervento diretto del governo per costringere l’ente nazionale a sedersi a un tavolo di confronto. L’altro problema in campo è la scadenza, il 9 novembre prossimo, della cassa integrazione per gli ottanta lavoratori. La richiesta principale è la ripresa produttiva. In mancanza di alternative a breve termine, tuttavia, il provvedimento dovrebbe essere rinnovato per un altro anno. Ma, il rinnovo, sarebbe un’altra sconfitta sul fronte del lavoro. E un’offesa alla dignità di chi, lassù, dal tetto della fabbrica, chiede di poter lavorare.
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