Nuovi tagli all’Amaldi: dura reazione del sindaco
Macomer, chiesta l’immediata attivazione delle classi del corso serale Succu: «Siamo davanti all’ennesima beffa perpetrata dall’ufficio scolastico»
MACOMER. Lo smantellamento dei servizi non si ferma e dopo la chiusura del tribunale, del carcere e del presidio della polizia ferroviaria nella stazione delle Ferrovie dello Stato, nel mirino dei tagli sembra sia finita anche la scuola. Il sindaco, Antonio Succu, ha scritto ai dirigenti degli uffici scolastici provinciale e regionale e al ministro dell’Istruzione per chiedere che vengano attivate le classi del corso serale dell’Istituto professionale Amaldi, da poco accorpato all’Istituto tecnico. Si tratta di un corso che prevedeva la frequenza di una sessantina di alunni e che all’improvviso è scomparso lasciando in serie difficoltà chi aveva già iniziato a frequentare negli anni scorsi e sperava di arrivare al diploma, ma anche chi si era iscritto alla classe prima e ora si ritrova con un pugno di mosche. Il mancato sdoppiamento delle classi al liceo delle scienze umane, dove si è quasi imposto agli alunni di una prima di cambiare indirizzo per ridurre l’affollamento sotto i limiti di legge, e della scuola media, dove una parte di quelli che avevano scelto il tempo pieno sono stati collocati d’ufficio in classi a tempo normale, erano solo i primi segnali di un processo di smantellamento del polo scolastico di Macomer che ha svolto un ruolo importante nella formazione dei giovani della Sardegna centrale. Si stava puntando al polo tecnico-professionale per recuperare ruolo e smalto del servizio, ma l’orientamento degli uffici scolastici sembra essere di segno diverso. «Ci troviamo davanti all’ennesima beffa rappresentata da un ulteriore azione negativa degli uffici scolastici a danno di questo territorio e di questa città – scrive il sindaco Succu ai dirigenti scolastici provinciale e regionale e al ministro Stefania Giannini –. La mancata concessione delle classi serali all’ex Istituto Amaldi è il frutto di una politica orientata esclusivamente dalla logica dei numeri e del risparmio. Non si è voluto tener conto del fatto che non esistono altri indirizzi simili in questo territorio e che siamo in presenza di classi del secondo periodo didattico, come non si è voluto tener conto dell’opportunità che il titolo di operatore della moda offre una buona spendibilità dello stesso su un territorio già fortemente segnato da una profonda crisi occupazionale. Non si è voluto poi considerare l’importanza di un percorso che permette la riqualificazione degli adulti e aiuta nella lotta alla dispersione scolastica». Il sindaco conclude chiedendo che si riveda la decisione di non aprire le serali dell’Istituto Amaldi. Questo è possibile anche ad anno scolastico iniziato, come d’altronde è stata già fatto lo scorso anno alla scuola media di Silanus dove è stata sdoppiata una classe che nell’organico di diritto contava 26 alunni.
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