Nuovo inceneritore: Zero Waste porta la protesta a Roma
MACOMER. Zero Waste Sardegna porta a Roma la protesta contro la realizzazione di due nuovi impianti di incenerimento a Tossilo e Macchiareddu, dove dovrebbero sostituire gli impianti esistenti. L’i...
MACOMER. Zero Waste Sardegna porta a Roma la protesta contro la realizzazione di due nuovi impianti di incenerimento a Tossilo e Macchiareddu, dove dovrebbero sostituire gli impianti esistenti. L’iniziativa di Zero Waste raccoglie intanto il sostegno di alcune forze politiche. I consiglieri regionali di Rossomori Emilio Usula e Paolo Zedda hanno diffuso una nota nella quale esprimono la loro adesione e il pieno sostegno alla manifestazione di fronte Montecitorio contro la politica dei rifiuti promossa dal decreto Sblocca Italia. «La nostra posizione al riguardo – scrivono – è chiara ed esplicitata negli atti consigliari: orientare l’azione di governo su una strategia complessiva votata al recupero, riutilizzo e riciclo, evitando nel contempo la costruzione o il potenziamento di nuovi inceneritori i quali, oltre a essere ampiamente superati dalla normativa comunitaria, risultano essere, come certificato dall’Isde, consulente dell’Oms per la salubrità ambientale, le meno rispettose dell’ambiente e della salute dei cittadini tra tutte le tecnologie di trattamento dei rifiuti. In Consiglio regionale siamo stati tra i primi a chiedere e a sostenere con forza un ripensamento sulle decisioni sul rafforzamento dei siti di Tossilo e Macchiareddu, peraltro assunte senza che alla base vi fosse un adeguato studio epidemiologico e senza tener in nessun conto la legittima e giustificata opposizione della società civile». I due consiglieri propongono quindi una campagna di monitoraggio sullo stato di salute delle popolazioni del Marghine che per decenni hanno convissuto con l’impianto in funzione. «L’idea, oramai desueta, di puntare sui termovalorizzatori insita nello Sblocca Italia – concludono – è osteggiata dalla ferma opposizione della totalità delle regioni. Indugiare su questa linea esporrebbe l’isola a divenire centro d’importazione per lo smaltimento dei rifiuti dal resto della penisola. Un esito forse prospettato dall’industria dei rifiuti nostrana, ma certo non rispondente all’interesse dei sardi». (t.g.t.)
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