Palestre e palazzetti, tutti senza agibilità
Fuorilegge gli impianti sportivi municipali. Il Comune ora corre ai ripari Ieri solo in 200 hanno potuto assistere alla partita della Dinamo contro l’Aek
NUORO. «La situazione degli impianti sportivi in città è drammatica. Non ce n’è neanche uno a norma». Sebastian Cocco, il vice sindaco con delega allo sport, è netto. «Nessuno degli impianti sportivi comunali ha il certificato di agibilità – ribadisce – È questa la situazione che abbiamo ereditato dalle precedenti amministrazioni. Ora stiamo cercando di risolvere una situazione che si trascina ormai da decenni».
Ieri sera alla palestra di via Lazio, per l’attesa gara della Dinamo contro l’Aek di Atene, sono stati ammessi solo 200 spettatori. Gli organizzatori avevano venduto quasi 900 biglietti. Un disastro. E una delusione per tutti i fan nuoresi dei Campioni d’Italia che ora dovranno accontentarsi del rimborso dei biglietti.
«Il Comune ha autorizzato la partita tra la Dinamo e la Grecia di ieri sera ma solo per duecento spettatori (che è il numero massimo di persone che può ospitare la tribuna) – spiega Cocco – Per un numero di spettatori superiore è necessaria l’autorizzazione della commissione di vigilanza, ma la questura si è opposta vietando l’ingresso alle tribune mobili a bordo campo. Ora bisognerà mettere a norma tutti gli impianti per garantire la sicurezza degli atleti e degli spettatori».
Gli impianti fuorilegge. Quello degli impianti sportivi comunali è un capitolo imbarazzante per la città. Oltre allo stadio Frogheri – dove sono ancora in corso i lavori di ristrutturazione dell’impianto –, sono privi della licenza di agibilità il Palazzetto Coni di via Lazio, la Palestra polivalente di via della Resistenza, il campo scuola di piazza Veneto, i bocciodromi di viale Sardegna e di via Lazio. Tutte strutture che non garantiscono gli adeguati standard di sicurezza richiesti dalle normative vigenti per quanto riguarda, ad esempio, i sistemi antincendio e di aerazione e le uscite di sicurezza in caso di emergenza.
«Ottenere i certificati di agibilità ha un costo per il Comune perché significa mettere a norma gli impianti – continua Cocco – Le precedenti amministrazioni, per risparmiare, avevano escogitato una soluzione facile facile: nei contratti di affidamento degli impianti veniva inserita una clausola che imponeva alle società che ottenevano la gestione di regolarizzare la situazione». Nel caso della palestra di via Lazio, ad esempio, la società Pallacanestro Nuoro avrebbe dovuto richiedere ed ottenere la licenza di agibilità. «Ma non lo ha mai fatto, così come tutte le altre società e ora i nodi sono venuti al pettine».
«Investire sulla sicurezza». Per Sebastian Cocco è compito del Comune mettere a norma gli impianti e garantire la sicurezza nelle strutture comunali. «La soluzione adottata dalle precedenti amministrazioni era incomprensibile. Non si possono affidare gli impianti alle società senza prima averli messi a norma. Ed è quello che questa amministrazione ha deciso di fare. Abbiamo fatto un calcolo: con 100 mila euro si possono ripristinare le condizioni di sicurezza e di agibilità di tutti gli impianti sportivi comunali. Per questo la giunta ha deciso di chiedere un finanziamento al Credito sportivo (la banca del Coni). D’altronde se il questore e il prefetto continuano ad interpretare le norme di sicurezza in modo così rigido non c’è altra soluzione. Il rischio è che si blocchi tutta l’attività sportiva di Nuoro».
Eppure i soldi non sono mai mancati alle amministrazioni che si sono succedute negli anni. Per le strutture sportive la Regione ne ha stanziati parecchi. «Ma sono stati spesi male – accusa Cocco– Per il palazzetto dello sport di Sa tanca e s’ena sono stati buttati all’aria milioni e milioni di euro. E cosa è rimasto? Solo i pilastri della struttura, oggi in totale abbandono. Sarebbe stato meglio spenderli per gli impianti esistenti, quei soldi e non per un’opera pubblica che è un esempio di spreco di denaro pubblico».
Per la partita della Dinamo di ieri sera il sindaco Andrea Soddu ha autorizzato l’apertura della palestra di via Lazio dopo la presentazione da parte di un ingegnere incaricato dalla società Pallacanestro Nuoro di tutte le certificazioni necessarie che attestavano la regolarità dell’impianto. Ma il Comune può concedere le autorizzazioni solo per le strutture al chiuso che abbiano una capienza non superiore a 200 persone. Per lo stadio Frogheri, invece, è necessaria l’autorizzazione della Commissione provinciale di vigilanza. Che è stata negata domenica scorsa, in occasione della partita di esordio del campionato di serie D, il match Nuorese-Lanusei. Una partita che si è svolta a porte chiuse «per inidoneità dell’impianto»: i lavori di ristrutturazione dello stadio, infatti, cominciati a giugno, non sono ancora conclusi.
«Non è colpa di questa amministrazione – precisa Cocco– L’amministrazione Bianchi aveva 450 mila euro in cassa da anni ma ha appaltato i lavori solo a maggio, in piena campagna elettorale».
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