«Impossibile punire chi abbandona i rifiuti»
La replica dell’amministratore straordinario della Provincia sulle sanzioni annullate
NUORO. Rifiuti abbandonati: è polemica dopo le dichiarazioni del sindaco di Posada che qualche giorno fa ha denunciato, perché non condividendola, la decisione della Provincia di annullare le sanzioni da 600 euro che, negli ultimi mesi, erano state rilevate dagli agenti del Corpo forestale per l’abbandono dei rifiuti, nonostante i verbali compilati grazie al ritrovamento dentro le buste gettate in cunetta di documenti personali tra cui estratti conto e ricette mediche dei presunti autori. Ma la replica dell’amministratore straordinario della Provincia, Sabina Bullitta, non si fa attendere e, con dati alla mano, mette subito in chiaro: «Nei comuni di Orosei e Posada risulta che nell'arco di tempo intercorrente tra l'anno 2012 e il 31 agosto 2015 è pervenuto solo un verbale di accertamento di abbandono rifiuti elevato nel territorio di Orosei dal Corpo forestale, mentre nessun verbale è stato elevato dalla polizia municipale. Per quanto attiene al comune di Posada – prosegue Bullitta – per tutto l'arco di tempo considerato non è stato elevato alcun verbale per abbandono di rifiuti, né dagli agenti della Forestale né dalla polizia municipale».
Poi prosegue: «Viceversa, sono stati trasmessi alla Provincia, per conoscenza, 9 segnalazioni rivolte al sindaco di Orosei e concernenti l'abbandono di rifiuti da parte di ignoti, al fine dell'emanazione delle ordinanze sindacali di ripristino dello stato dei luoghi a carico dei responsabili, con sanzione penale in corso di inottemperanza. Non risulta alla Provincia che tali ordinanze sindacali siano state emesse. Nel Comune di Posada non è stata formalizzata alcuna segnalazione di abbandono di rifiuti da parte di ignoti. Infine, si sottolinea che nell'anno in corso non sono pervenuti alla Provincia accertamenti da parte del Corpo Forestale in materia di abbandono di rifiuti attinenti i territori comunali di Orosei e Posada. I dati esposti – conclude Bollitta – conducono alle seguenti considerazioni: l'inefficacia, ai fini del contrasto del fenomeno, degli interventi di controllo basato solo sul reperimento di dati riconducibili alle persone, se confrontate con la gravità del fenomeno, come denunciato dai sindaci; l'insufficienza dei soli elementi rinvenuti nei rifiuti al fine dell'imputabilità della condotta e quindi del contrasto del fenomeno, di ben più ampie proporzioni; l’assoluta ininfluenza sul fenomeno dell'abbandono dei rifiuti dei provvedimenti di archiviazione della Provincia in territori dei comuni di Posada e Orosei (limitati a un solo caso)».
Ma il sindaco Roberto Tola interviene per rimarcare il concetto che andrebbe visto in termini più generali per combattere il fenomeno: «A prescindere dai numeri – afferma – è impensabile che un ente come la Provincia, bocci l’operato degli agenti forestali e rinunci agli incassi nonostante le sanzioni siano giuste. In questa maniera, si vuole offrire un pericoloso segnale di impunità a chi viola le norme di tutela ambientale. La decisione della Provincia di annullare i verbali, vanifica gli sforzi fatti per debellare un fenomeno che sta deturpato i nostri paesaggi. Ribadisco – conclude Tola – la possibilità di far riferimento, nel caso di individuazione di documenti all'interno di contenitori di rifiuti abbandonati, alle ordinanze dei sindaci, dirottando quindi gli importi delle sanzioni direttamente nelle casse dei comuni interessati». (k.s.)
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