Ancora forti resistenze per il vaccino blue tongue
Macomer, ordinanze del sindaco Succu per il trattamento obbligatorio Quest’anno nessuna emergenza ma l’allarme resta ancora molto alto
MACOMER. Quest’anno l’emergenza non c’è stata, ma l’allarme resta alto. Le misure di profilassi e la vaccinazione obbligatoria di ovini e bovini hanno evitato il flagello della blue tongue agli allevamenti del Marghine, a quelli della provincia di Nuoro e di gran parte della Sardegna. Nonostante l’obbligo imposto da un decreto dell’assessorato regionale alla Sanità del 2014, però, non tutti gli allevatori vaccinano il loro bestiame. Ci sono ancora resistenze che fanno scattare le misure coercitive e le sanzioni in caso di inadempienza. Con due distinte ordinanze il sindaco di Macomer ha imposto ad altrettanti proprietari di greggi che avevano rifiutato di sottoporre gli animali alla vaccinazione contro la blue tongue, di rendersi disponibili per il trattamento il giorno 16 alle ore 9:00. Se non lo faranno saranno sanzionati. Il decreto dell’assessore alla Sanità che istituisce la vaccinazione obbligatoria dispone che «i contravventori, salvo il fatto non costituisca reato, sono soggetti a sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 258,23 euro a un massimo 1.291,14». Poiché si tratta di una profilassi obbligatoria che ha lo scopo di prevenire la diffusione epidemica del morbo, il bestiame sarà vaccinato comunque. Il vaccino è stato acquistato dalla Regione ed è gratuito. «In provincia di Nuoro – dice la dottoressa Marina Deledda, responsabile del servizio di sanità animale della Asl n. 3 – abbiamo vaccinato il 60% dei capi. Ogni tanto spuntano resistenze incomprensibili. Il vaccino è sicuro, niente a che vedere con quello del 2001. È un vaccino inattivo che non da nessun problema, neppure al latte, eppure, nonostante le informazioni e l’assistenza del servizio veterinario, si incontrano resistenze incomprensibili. Senza la vaccinazione non si può neppure movimentare il bestiame». L’anno scorso l’epidemia è stata contenuta, ma fino al 2013 i focolai si moltiplicavano tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Secondo i report del Sistema informativo nazionale sulla blue tongue, nel 2015 (è definito l’anno della XVI epidemia) in Sardegna sono stati segnalati otto focolai, di cui due attivi e di questi uno in provincia di Nuoro a Sindia. «Nel quale gli animali non presentano sintomi di nessun tipo – spiega la dottoressa Deledda –, non c’è di che allarmarsi. Il virus non trova animali ricettivi per moltiplicarsi. Nel Marghine, ma anche nel resto della provincia di Nuoro, dal punto di vista del riacutizzarsi della dell’epidemia di blue tongue gli ultimi due anni sono stati abbastanza tranquilli. È il risultato della campagna di vaccinazione portata avanti nel 2014 e nel 2015. Alla luce dei risultati appare dunque incomprensibile l’atteggiamento di chi rifiuta di vaccinare il bestiame».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
