Ex Artiglieria, duro scontro tra la giunta e l’opposizione
NUORO. Sulla scelta del sito per realizzare il campus universitario sta per realizzarsi la prima contesa tra la giunta Soddu e la minoranza di centrosinistra che negli ultimi cinque anni ha governato...
NUORO. Sulla scelta del sito per realizzare il campus universitario sta per realizzarsi la prima contesa tra la giunta Soddu e la minoranza di centrosinistra che negli ultimi cinque anni ha governato la città. Quest’ultima ha insistito sul fatto che la sede debba rimanere nell’ex Artiglieria. L’ha detto il vicesindaco Leonardo Moro. L’ha ribadito Sandro Bianchi, con un ragionamento che tocca anche gli aspetti finanziari del progetto: «I primi 3 milioni dell’intervento sono stati assegnati dalla Regione nel 2006 con una determina che vincola all’utilizzo della vecchia caserma militare per costruire il complesso universitario». Il successore Andrea Soddu, va in senso contrario: «Il campus sarà ospitato nell’ex mulino Gallisai: è lo spazio più adatto, perché consente di riunire in un unico complesso sia l’attività didattica, sia le pertinenze per gli alloggi e le attività sociali degli studenti». Martedì scorso nei locali c’è stato un primo sopralluogo con la direttrice dell’assessorato della Pubblica istruzione della Regione, Roberta Sanna, insieme a docenti degli atenei di Cagliari e Sassari. «Tutti entusiasti della soluzione dell’ex Mulino, anche per la possibilità di contare su ambienti per 5mila quadri, oltre ad ampi spazi all’aperto», aggiunge Soddu. I fondi per ristrutturare l’edificio sono i 7 milioni destinati dalla Regione per il precedente progetto del museo dell’identità. Struttura che a questo punto salta, con un laconico commento del sindaco: «Non serve». Casermette, vecchi uffici e giardini dell’Artiglieria, saranno parte di un’area verde che comprenderà il campo “Frogheri”, sino al guardino dell’ospedale Zonchello: dentro impianti sportivi e luoghi di aggregazione per gli anziani. Questione sulla quale il dibattito tornerà presto. Così come per la modifica dello statuto per cambiare il numero dei componenti delle commissioni permanenti. L’obiettivo della maggioranza è di passare da 10 a 8.
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