Lavoro nero, sanzioni per oltre 130mila euro
NUORO. Il caso del pastificio di Loceri dove la Guardia di finanza ha scoperto 10 dipendenti su 15 che lavoravano in nero ha portato all’attenzione generale un fenomeno sommerso ma presente anche nei...
NUORO. Il caso del pastificio di Loceri dove la Guardia di finanza ha scoperto 10 dipendenti su 15 che lavoravano in nero ha portato all’attenzione generale un fenomeno sommerso ma presente anche nei nostri territori. Ma qual è la situazione del lavoro nero nel Nuorese e quali settori riguarda in particolare? Anche in città, presso la Direzione provinciale del lavoro che fa capo all’omonimo ministero, operano numerosi ispettori incaricati di accertare se nelle aziende vengono rispettate le normative che tutelano i lavoratori. Con gli ispettori, in pianta stabile c’è anche un maresciallo dei carabinieri, che fa parte del Nucleo ispettorato del lavoro istituito dall’Arma alcuni anni fa.
Anche la direzione di Nuoro, che ha come ambito territoriale i confini della vecchia provincia, e dunque include la Planargia e l’Ogliastra, è stata interessata nei giorni scorsi dalla campagna nazionale contro il caporalato, bandita dopo gli ultimi tragici episodi che si sono verificati nel sud Italia. La Sardegna centrale è immune da questo fenomeno che ha radici storiche nel Meridione, ma l’indagine, della durata di tre settimane, ha portato comunque alla luce significative irregolarità nel settore dell’agricoltura e della pastorizia. I controlli, visto il limitato tempo a disposizione, sono andati un po’ a colpo sicuro, anche grazie al supporto del gruppo provinciale dei carabinieri e della stazioni sparse nel territorio che hanno svolto un monitoraggio premilinare. Ebbene, su nove aziende interessate dagli accertamenti è stata vagliata la posizione di 37 lavoratori, prevalentemente del settore ortofrutticolo: ben 23 di essi lavoravano in nero, mentre altri 6 non erano in regola sotto il profilo contributivo in particolare. Sono così scattate sanzioni per un totale di 130mila euro, ai quali si aggiungono altri 20mila che le aziende dovranno sborsare per recuperare i contributi non versati.
Al di là della campagna nazionale, comunque, l’attività di controllo della direzione provinciale del lavoro è costante durante tutto l’anno. Sono oltre un migliaio le ispezioni che vengono effettuate nel territorio di competenza. Il fenomeno del lavoro nero è presente e ha avuto un lieve aumento negli ultimi anni, probabilmente a causa della crisi. I settori maggiormente interessati sono i servizi, l’agricoltura e l’edilizia (quest’ultima meno negli ultimi tempi visto il calo del relativo mercato). Nel 2015 sono scattate sei sospensive dell’attività, cinque delle quali riguardano il settore dei pubblici esercizi e del turismo. Dopo l’accertamento, l’imprenditore non in regola ha tempo sino alle 12 del giorno successivo per mettersi in regola (e sborsare 1900 euro), pena la revoca della licenza. In forte aumento, nel settore della pastorizia, la presenza di lavoratori romeni, che ormai sono gli unici a operare stabilmente negli ovili in campagna.
Nel complesso, la percentuale di lavoro nero inviduata nel Nuorese e in Oglistra è attorno al 50-52 per cento, dunque in linea con il dato nazionale.
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