Quattro nuove idee per l’ex Artiglieria
Scuola internazionale sul rischio ambientale: premiata la trasformazione in Centro di integrazione
NUORO. L’hanno visitata e studiata da vicino. Poi, hanno messo nero su bianco la loro idea di riqualificazione. Anzi, quattro nuove idee per un’ipotetica riconversione dell’ex Artiglieria. Sito che proprio in questi giorni è al centro del dibattito politico tra vecchi e nuovi amministratori comunali, in contrasto sul suo futuro. Si è chiusa ieri la settima edizione della Scuola internazionale sul rischio ambientale, che ha visto confrontarsi per dodici giorni in città, studenti universitari, docenti e ricercatori provenienti da varie nazioni, una cinquantina in tutto. L’area dell’ex artiglieria è stato il luogo di studio scelto quest’anno dalla Scuola internazionale: circa cinque ettari di estensione (di cui il 75% già in capo al Comune, la rimanente parte gestita dai militari) sui quali gli ospiti internazionali, divisi in gruppi di studio, hanno pensato ed elaborato la loro idea di riqualificazione, integrandola col contesto cittadino. «Il concetto chiave è stato “apertura” includendo una serie di funzioni e opportunità di cui la città ha bisogno e che l’area può offrire», spiega l’urbanista Paola Rizzi, direttrice della Scuola internazionale sul rischio ambientale. Ieri la presentazione delle idee proposte dagli studenti e l’attribuzione del riconoscimento a quella ritenuta migliore da parte della commissione, composta dai docenti e da alcuni amministratori). A prevalere è stato il “Centro di integrazione”, vissuto come spazio pubblico. Un’idea innovativa, senz’altro provocatoria, che prende spunto dall’emergenza attuale sui migranti. «Come possiamo restituire a Nuoro l’area, prendendo spunto dall’opportunità di migliorare la consapevolezza delle persone dando risposta a un’emergenza attuale?», è il concetto che il gruppo di studio ha sviluppato nel suo progetto. Le altre tre idee di riqualificazione proponevano la creazione di uno spazio multifunzionale, di un’area dedicata ad attività produttive e artigianali internazionali e innovative, e un gioco simulazione con il coinvolgimento di tutte le parti in causa finalizzato ad aiutare il processo decisionale. Entusiasta il bilancio della settima edizione della Scuola internazionale sul rischio ambientale, per la seconda volta consecutiva a Nuoro. «È stato estremamente fruttuoso – commenta Paola Rizzi – perché ha offerto opportunità di incontro e scambio scientifico e culturale sia ai partecipanti che ai docenti». (t.s.)
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