Cumbidanovu, parole al vento?
La Fillea chiede alla Regione il rispetto dei patti sul riavvio del cantiere della diga
ORGOSOLO. A che punto è la ricostruzione del cantiere per la diga di Cumbidanovu? E dove sono finiti i dieci milioni di euro che la Regione aveva stanziato per la ripresa dei lavori dell’invaso dopo l’alluvione del novembre 2013? Lo domanda la Fillea Cgil attraverso il suo segretario Antonella Mereu in una nota in cui chiede all’assessorato regionale ai lavori pubblici un incontro urgente per fare chiarezza sul caso. Gestiti dal Consorzio di bonifica della Sardegna centrale, i lavori dovrebbero cominciare nel dicembre di quest’anno per concludersi nel 2018. Da notare che l’ente appaltante, cioè il consorzio, avrebbe dovuto risolvere un contenzioso con l’impresa incaricata dei lavori, sorto proprio all’indomani dell’alluvione.
«È veramente desolante oltre che offensivo per il territorio del Nuorese e in modo particolare di Orgosolo – scrive Mereu – assistere nuovamente al rimpallo tra gli addetti di chi deve fare la prima mossa per rimettere in piedi il cantiere. Sembrava che il tutto si fosse risolto dato che vi era la disponibilità di tutti a trovare una soluzione equilibrata e credibile per un riavvio del cantiere in tempi brevi. Purtroppo non è stato e non è cosi».
Se ci sono le risorse perché non sono nella disponibilità dell'ente appaltante? Se il contenzioso è stato superato perché non esplicitarlo? Se l'azienda doveva riprendere i lavori perché non l'ha fatto? «Il quadro finanziario Prosegue la segretaria Fillea –, come da schede di intervento sembra definito, allora perché questi ritardi? Perché c'è da chiedersi dato che i tempi per la ripresa erano bene evidenziati dal cronoprogramma previsti per Dicembre 2015 e ultimazione dei lavori nel 2018 sono stati ignorati? Forse questi ritardi sono addebitabili a superficialità tecnico-operative che non hanno saputo scindere i due aspetti importanti ma differenti tra di loro. Uno, i danni provocati dal maltempo avrebbero dovuto avere risposte e risorse appropriate e specifiche aggiuntive e non comprese nell'appalto originale, l'altro da eventuali perizie tecniche, pertanto due percorsi differenti come logico aspettarsi che rallentano il percorso generale?», conclude Mareu che ricorda come la soluzione del caso ridarebbe un posto di lavoro a 50 persone.
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