Salute, i medici paladini dell’ambiente
Nasce in città l’Isde (International society of doctors for the environment), il primo presidente è Domenico Scanu
NUORO. «Ci impegneremo e ci batteremo in un mondo dove la solidarietà civile, gli ideali e l’etica sono sistematicamente sacrificati nei confronti di un mercato folle e perverso». Nasce con questa promessa di fondo, l’Isde Nuoro, l’Associazione Medici per l’ambiente. Appena costituita in città con la missione propria di questo sodalizio internazionale: «Sviluppare conoscenze e consapevolezza del rapporto tra ambiente e salute» sottolinea il primo presidente del gruppo nuorese, il radiologo Domenico Scanu. Medico di Sindia, è responsabile dell’Unità di Ecografia clinica ed internistica dell’ospedale di Macomer.
Già attivo da molti anni con l’Isde di Sassari-Sardegna nel promuovere l’attività dell’associazione e promotore della sua costituzione nella Provincia di Nuoro, Scanu è ora affiancato da una squadra di quattordici professionisti che hanno sposato i principi ispiratori dell’iniziativa, «quelli che stanno alla base dell’impegno scientifico dell’Associazione Medici per l’ambiente, nata nel 1990 (International society of doctors for the environment) e riconosciuta dalle Nazioni unite e dall’Oms, per stimolare l’impegno dei medici per la salvaguardia dell’ambiente sia in relazione alla loro professione sia come abitanti della terra» spiega il presidente dell’Isde Nuoro.
Sodalizio che va ad affiancare le battaglie dell’Isde Sassari e dell’Isde Cagliari, rafforzando così la voce dell’Isde Sardegna. «La nascita dell’Isde Nuoro – riprende Domenico Scanu – arriva in un momento particolarmente importante per la Sardegna, il suo ambiente e la salute dei suoi cittadini che mai come in questo periodo appaiono vulnerabili e soggetti alla pressione di sistemi inquinanti e insalubri». Questioni ribadite anche di recente dal dottor Vincenzo Migaleddu, referente Isde Sardegna, messe in evidenza in occasione del 5° workshop nazionale Isde Italia sulla salute globale “Sardegna terra viva”. «I dati a nostra disposizione dicono che la nostra isola, insieme alla Campania – sottolinea ancora Scanu –, è la regione dove si registrano le aree contaminate più vaste (in totale 445 mila ettari in Sardegna e 345 mila ettari in Campania) e che un sardo su tre vive in un sito contaminato (contro una media italiana di uno su sei). Secondo l’Istituto superiore di sanità in 44 Sin (Siti di interesse nazionale per bonifica) si sono riscontrati 10mila decessi per tutte le cause e 4mila per tutti i tumori in eccesso rispetto ai riferimenti regionali. I dati relativi ai Sin sardi confermano il rischio sanitario esistente».
Argomenti di vitale importanza per la salute di ogni cittadino e soprattutto per le generazioni future. Perciò «ci aspettiamo un sussulto di orgoglio da parte dei colleghi tutti e si richiede anche autentica passione civile – ripete il primo presidente dell’Isde Nuoro –. Deve alzarsi alta la voce dei medici per la tutela di un ambiente salubre affrancandoci da tutto ciò che in qualsiasi modo ci condiziona e tenta di farci diventare uno qualunque, per poter rivendicare quell’autonomia professionale che rimane la sola autentica garanzia per la salute delle persone». «L’approccio fondamentale della prevenzione primaria segue una logica incontrovertibile – sosteneva Lorenzo Tomatis, medico e direttore dell’Airc dal 1981 al 1994, primo presidente del comitato scientifico di Isde – : la misura più efficace è quella di evitare o diminuire al minimo possibile l’esposizione agli agenti causali di malattia». «A questo principio fondamentale – chiude il dottor Domenico Scanu – si atterrà l’opera dei componenti del gruppo Isde Nuoro».
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