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Nuoro

Compost e biometano a Tossilo: dubbi sul progetto della Glm

di Tito Giuseppe Tola
Compost e biometano a Tossilo: dubbi sul progetto della Glm

Macomer, ieri l’assemblea per la presentazione delle procedure e dello studio di impatto ambientale Le perplessità uniscono le organizzazioni degli impianti di incenerimento e le associazioni ecologiche

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MACOMER. Il primo dubbio è che il rifiuto umido non basti per tutti. Realizzare un impianto per la produzione di compost e biometano di fronte a quello della Tossilo, che oltre alla termovalorizzazione ha anche un impianto di compostaggio nuovo di zecca, non sarebbe una buona idea: le perplessità sono emerse ieri mattina a Macomer nel corso dell’assemblea di presentazione dello studio di impatto ambientale, che è uno degli adempimenti legati alla procedura di valutazione del progetto.

I dubbi sono stati manifestati dai sindacati e dalle associazioni ambientalistiche. All’incontro c’erano infatti le organizzazioni sindacali dei settori trasporti e ambiente, alle quali aderiscono i lavoratori degli impianti di incenerimento, e i rappresentanti delle associazioni ambientalistiche, tra le quali il comitato “Non bruciamoci il futuro” e Zero Waste Sardegna, C’erano anche la Provincia, competente a livello territoriale per le politiche ambientali e la gestione dei rifiuti, il Comune di Macomer rappresentato dall’assessore Marco Gordini e i rappresentanti del Servizio di valutazione di impatto ambientale della Regione.

L’ingegnere Francesco Corato, che ha predisposto il progetto per la Glm, ha illustrato le caratteristiche dell’impianto che tratterà 20 mila tonnellate all’anno di fanghi provenienti dagli impianti di depurazione, 35 mila t/a di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata e 5.330 t/a di rifiuti vegetali con una produzione annua di 11.800 tonnellate di compost, che la stessa società collocherà sul mercato, e 4219 tonnellate di biogas all’anno, che trattandosi di metano potrà essere utilizzato per la rete urbana del gas di Macomer e per autotrazione.

Poi si è parlato delle emissioni. Odori zero perché l’intero processo avviene in ambienti chiusi con sistemi di aspirazione che filtrano l’aria. È stato spiegato che le emissioni saranno quelle dei mezzi che trasportano i rifiuti e della torcia che brucerà eventuali eccedenze di gas.

Anna Soru della Provincia di Nuoro ha ricordato che c’è un ricorso pendente della Provincia sul progetto che riguarda i rifiuti speciali. È stato spiegato che questi consistono negli scarti agroalimentari, dei supermercati e del freddo (prodotti congelati). Franca Battelli di Zero Waste ha manifestato dubbi sulla possibilità di utilizzare in agricoltura il compost prodotto con i fanghi della depurazione in quanto è vietato. Risposta: lo prevede un decreto del 2010. I sindacati, che esprimeranno una posizione unitaria nei prossimi giorni, hanno ricordato che l’impianto di compostaggio di Tossilo tratta 12 mila t/a di umido e uno previsto a Prato Sardo ne tratterà 7000. Poi hanno chiesto notizie sull’occupazione. Gli occupati saranno quindici più una trentina nell’indotto, mentre per la materia prima non ci sarebbero problemi di approvvigionamento. Il termine per presentare osservazioni scade il 30 settembre.

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