Macomer, annata agraria quasi positiva
MACOMER. La tradizione di rinnovare i contratti agrari in occasione della festa di Santa Croce (14 settembre) non è andata mai in disuso e tra i più anziani si continua con la vecchia usanza secondo...
MACOMER. La tradizione di rinnovare i contratti agrari in occasione della festa di Santa Croce (14 settembre) non è andata mai in disuso e tra i più anziani si continua con la vecchia usanza secondo la quale i contratti scadono il giorno 13 e, salvo disdette, il 14 sono tacitamente rinnovati. La ricorrenza di Santa Croce separa la vecchia annata agraria e l’inizio di quella nuova e anche per questo è il momento di fare un bilancio sull’andamento delle produzioni. A differenza degli anni scorsi, nell’annata agraria 2014-2015 le cose, stando a quanto riferiscono gli operatori del settore, non sono andate male. C’è la tendenza a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, tipica del contadino che si lamenta sempre, ma nessuno nega che l’annata che si è appena conclusa ha più luci che ombre. Il primo dato positivo riguarda il prezzo del latte ovino che ha raggiunto quotazioni che soddisfano i produttori. Nella campagna casearia che si è conclusa all’inizio dell’estate è stato pagato il giusto prezzo. Le preoccupazioni riguardano il futuro. Si teme infatti che una maggiore produzione di latte di pecora e una riduzione della produzione di pecorino romano facciano cadere le quotazioni. Segnali positivi anche sul fronte vitivinicolo. A giorni inizieranno le vendemmie e la qualità dell’uva si annuncia eccezionale. Il Marghine non è zona di produzione per fini commerciali, ma c’è anche chi produce uva o vino per venderli. (t.g.t.)
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