La Nuova Sardegna

Nuoro

Un tuffo nel passato nell’opera “Bia Majore”

di Stefania Vatieri
Un tuffo nel passato nell’opera “Bia Majore”

Presentato il libro sulla storia del corso Garibaldi del giornalista e scrittore Gianni Pititu

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NUORO. Se non fosse che nel tempo i nuoresi l’abbiano un po’ abbandonato, il corso Garibaldi rimane, a un secolo di distanza, la strada simbolo della città. Lo ricorda con un pizzico di nostalgia Gianni Pititu, durante la serata di presentazione della sua opera “Bia Majore”.

Una di quelle sere dai sapori antichi, che ricorda tanto gli anni d'oro del Corso, quando ad affollare la via lastricata non erano le macchine ma bensì le persone.

Linea ideale di confine tra i quartieri Santu Predu e Seuna, la storia della mitica Bia Majore rivive nelle pagine di Gianni Pititu, in un prezioso volume nato dalla collaborazione degli operatori del corso Garibaldi, con l’intento di rilanciare la centralità della via.

Trascinati dai racconti dell’autore e dagli interventi del professore Ugo Collu e dell'architetto Ninni Pigozzi, nella serata, in tanti hanno fatto un tuffo nel passato, in quel dolce “amarcord” che diveniva ancora più nitido grazie alle foto d’epoca della storica Marina Moncelsi, proiettate durante la manifestazione.

«L’idea di un libro sul corso Garibaldi venne fuori durante una chiacchierata con l'allora sindaco e amico Chichito Zuddas – racconta il giornalista e scrittore Gianni Pititu – Quel giorno passai a trovarlo nel suo negozio di sport in via Catte, e lui, appena entrai, mi disse: “Guarda Gianni, ti posso dare delle carte che parlano del Corso, potrebbero essere lo spunto per un bel libro”».

«Dopo una lunga gestazione durata alcuni anni, anche l'ultima pagina fu scritta con un certo dispiacere – spiega l’autore –. Perché mano mano che le pagine prendevano corpo, riaffioravano nella mia mente centinaia di ricordi, che a malincuore avrei dovuto abbandonare con la fine del libro. Nel frattempo – aggiunge – gli anni passavano e Bia Majore giaceva dentro il cassetto della mia scrivania, fino al giorno in cui, durante una chiacchierata con l'assessore Leonardo Moro, saltò fuori l'argomento».

E come racconta lo stesso ex assessore alla Cultura: «In quel momento si è accesa una lampadina nella mia testa e ho subito pensato che l’opera di Pititu poteva avere un duplice potenziale: ricordare e commemorare la figura di Salvatore Satta con un opera dedicata al luogo che più amava, proprio nel quarantesimo anniversario dalla morte, e parallelamente ravvivare e recuperare la strada commerciale naturale “ante litteram”. Il passo successivo fu quello di coinvolgere gli attori principali di questa rinascita: i commercianti del Corso, e una successiva delibera per finanziare una parte delle spese di pubblicazione, a carico degli operatori commerciali della via».

Alla serata sono intervenuti anche il sindaco Andrea Soddu e l’assessore alla Cultura Sebastian Cocco che hanno portato i saluti della città, sottolinenando l'importanza dell'iniziativa, e il coro Nugoro Amada che insieme a Cesare Carta alle launeddas hanno allietato la serata con canti e musica della tradizione.

Il lieto fine è che i proventi della distribuzione del libro verranno destinati alla mensa delle Grazie.

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