Usi civici, Posada contro le occupazioni illegittime
Svolta dopo le polemiche sull’area dove doveva sorgere un traliccio di telefonia Soddisfatti gli ambientalisti: «Il Comune scrive una buona pagina per la legalità»
POSADA. Segnali distensivi tra il gruppo d’intervento giuridico e il sindaco Roberto Tola dopo le polemiche sulla realizzazione di un traliccio di telefonia a Su Pradu. «Il comune scrive una buona pagina per la legalità e per la difesa del demanio civico – dice l’associazione ambientalista – pur trattandosi di soli 50 metri quadri concessi per la realizzazione del ripetitore, il lotto appartiene al demanio civico ma è stato invece concesso senza il rispetto della normativa di salvaguardia dei diritti di uso civico. Sono state necessarie due istanze per convincere l’amministrazione comunale a voltare pagina». Prosegue la nota: «È stato adottato il regolamento comunale per la gestione dei terreni a uso civico, ma ancora, emergono numerose occupazioni illegittime di terreni con intestazioni in favore di privati, soprattutto nelle località Monte Orvile, Sos Palones, Cirriagos. Il Comune e la Regione – prosegue l’associazione ambientalista – in via sostitutiva sono tenuti al recupero al demanio civico dei terreni illegittimamente detenuti, prassi effettuabile anche in via giudiziaria dal commissario per gli usi civici». L’associazione esprime la propria soddisfazione per il passo in avanti, auspicando che il Comune, revochi o annulli gli atti finalizzati alla locazione del ripetitore e recuperi al demanio civico i terreni illegittimamente occupati da privati. Pronta la replica del sindaco. «Anche noi siamo soddisfatti per avere regolarizzato dal punto di vista amministrativo la pratica del ripetitore. Dopo l’approvazione del regolamento sugli usi civici, si adotterà il piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche. Uno strumento che ci darà la possibilità di regolamentare gli usi civici in capo alla collettività, consapevoli che il cammino non sarà semplice perché la situazione è più complicata visto che esistono usi civici in capo alle collettività di Posada, Budoni e San Teodoro, frutto di una illogica ripartizione patrimoniale derivata dalla nascita dei nuovi comuni alla fine degli anni ’50. I terreni di Orvile sono stati invece sclassificati quando vennero venduti negli anni 60, solo ora, si è tornati in possesso di tali aree. Devo constatare che l’impegno e l’attenzione che il gruppo di Intervento giuridico ha profuso per il caso degli usi civici, non sia stato lo stesso, quando non più di un anno fa, abbiamo intrapreso una dura battaglia per riconoscere al demanio pubblico il fiume e lo stagno di Posada, occupati abusivamente da privati».
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