Mauro Aresu boccia il progetto della Glm per produrre biogas
MACOMER. Il progetto della Glm Ambiente per la realizzazione a Tossilo di un impianto per la produzione di compost e biogas utilizzando rifiuto umido, fanghi residui degli impianti di depurazione e...
MACOMER. Il progetto della Glm Ambiente per la realizzazione a Tossilo di un impianto per la produzione di compost e biogas utilizzando rifiuto umido, fanghi residui degli impianti di depurazione e biomasse ha lasciato aperti molti dubbi, soprattutto tra le associazioni che si occupano di problemi ambientali. Nel corso dell’assemblea di presentazione prevista dalla proceduta di valutazione di impatto ambientale tenuta martedì sono emerse le perplessità manifestate dai rappresentanti di “Non bruciamoci il futuro” e “Zero waste”. Più prudenti i sindacati, i quali usciranno nei prossimi giorni con una nota unitaria. Nel frattempo si possono presentare osservazioni al progetto, che è in pubblicazione dal 29 giugno. Il termine scade il 30 settembre. Le richieste di chiarimenti avanzate dai sindacati nel corso dell’assemblea riguardano l’occupazione e la provenienza del rifiuto umido prodotto dalla raccolta differenziata. Franco Cappai, segretario Uil Trasporti di Nuoro, ha rilevato che il territorio provinciale non copre il fabbisogno di rifiuti necessario per il processo produttivo indicato nel progetto della Glm, anche in considerazione del fatto che a Tossilo c’è già un impianto di compostaggio che ne tratta 12 mila tonnellate all’anno e a Prato Sardo è prevista la realizzazione di un altro impianto che tratterà 7000 tonnellate. La Glm ha assicurato che la produzione di umido del territorio provinciale è sufficiente e che il bacino di raccolta potrebbe essere allargato a Sassari e al territorio, a partire dai grandi centri come Olbia e Alghero. Perplessità del sindacato anche sul numero di occupati, appena quindici come occupazione diretta. Per “Non bruciamoci il futuro”, per il quale è intervenuto Mauro Aresu, il progetto non sarebbe il linea col sistema regionale di gestire dei rifiuti e non terrebbe in considerazione la capacità di trattare l’umido degli impianti esistenti, pari a 280mila tonnellate all’anno, mentre la produzione in Sardegna è di 190mila tonnellate. Un nuovo impianto finanziato con fondi pubblici, dunque, finirebbe per creare una eccedenza di capacità produttiva incomprensibile e non giustificata. (t.g.t.)
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