La Nuova Sardegna

Nuoro

Senza strada né servizi, «Siamo stati dimenticati»

di Tiziana Simula
Senza strada né servizi, «Siamo stati dimenticati»

La rabbia di oltre cinquanta famiglie residenti nel complesso “La collina” «La via di accesso è un tratturo, non ci recapitano neppure la posta»

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NUORO. Senza asfalto, marciapiedi, illuminazione pubblica, linea telefonica e perfino senza recapito della posta a domicilio. Tutta colpa di cento metri di strada simile a un tratturo. Che catapultano nell’isolamento una cinquantina di famiglie che abitano nel complesso residenziale “La collina”, in via Pietro Nieddu Semidei, nel quartiere Furreddu. Cento metri di strada sterrata che con la pioggia si trasformano in un torrente di fango e pietre. «È così dal 2007, da quando si è stabilita la prima famiglia: non c’è l’ombra di urbanizzazione, nonostante siano stati versati gli oneri», lamenta Salvatore Soddu, che insieme a Giovanni Boi, spiega i gravi disagi che le 52 famiglie che abitano nelle due palazzine della Collina sono costrette a sopportare da anni.

Perché è da anni che i residenti di via Pietro Nieddu Semidei chiedono al Comune di provvedere alla sistemazione dell’accesso all’insediamento urbano, «ma finora è sempre stato un continuo rimpallarsi di competenza, tra l’amministrazione comunale e l’impresa che ha costruito le case», dicono le famiglie. Che si augurano una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione che si è da poco insediata, a cui chiedono innanzitutto di fare chiarezza sulle responsabilità. E una volta individuate, che si provveda a realizzare le opere di urbanizzazione, a cominciare dalla sistemazione della via di accesso al complesso. «Perché così non possiamo più andare avanti».

Nella collina dimenticata, il collegamento con viale Sardegna è costituito da cento metri di strada sterrata: niente asfalto, tanto meno marciapiedi, figuriamoci, poi, l’illuminazione pubblica. Niente di niente. Così la sicurezza, soprattutto dei pedoni, è costantemente a rischio, un problema che si acuisce d’inverno quando fa buio presto e i bambini rientrano a casa dopo la scuola. «Non abbiamo neppure la linea telefonica: la Telecom ci ha detto che non può fare il collegamento se prima non facciamo costruire una cabina». L’acqua e la corrente elettrica sono gli unici servizi a disposizione delle 52 famiglie, «da precisare però che l’allaccio con l’Enel è stato fatto solo nel 2012, prima eravamo collegati alla corrente elettrica dell’impresa». La condizione disastrosa della strada tiene lontano perfino i postini. «Non ci viene garantito neppure il servizio di consegna a domicilio della posta – aggiungono i residenti –: dobbiamo andare noi a prendercela nel centro di smistamento che dista a cinquanta metri in linea d’area, con tutti i disagi connessi perché per il ritiro sono previsti degli orari».

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