La Cisl cambia volto Fele: un sindacato più unito e leggero
Il segretario descrive la riorganizzazione delle categorie «Dimezzeremo i distacchi da enti pubblici e aziende private»
NUORO. Riforme nella politica per i territori sardi e mutamenti anche nel sindacato. I secondi in qualche modo legati alle prime, considerato che le Unioni sindacali territoriali (Ust) dovrebbero seguire a breve l’accorpamento delle province, in discussione alla Regione. Da Nuoro li anticipa il segretario della Cisl, Michele Fele, che mercoledì nella sua Oliena aprirà l’assemblea programmatica e organizzativa, alla presenza del numero “due” nazionale Piero Ragazzini. «Il piano prevede il ridimensionamento da otto a quattro delle unioni territoriali, con il ritorno dell’Ogliastra con Nuoro», spiega Fele. Per poi motivare l’indicazione: «Come segreteria territoriale condividiamo la linea organizzativa, in grado di riunire le forze e farle contare di più nelle scelte di rilancio del territorio».
Il piano sarà deliberato ufficialmente, almeno queste sono le previsioni, nell’assemblea dei quadri regionali, il 13 settembre a Cagliari, su proposta della segretaria isolana, Oriana Putzolu. Per la Cisl, ricorda Fele, «il tempo sta per scadere. Siamo l’unica regione che non ha recepito la riforma, per via di una proroga ottenuta dall’ex segretario Mario Medde per questioni di specificità delle questioni sarde». Mentre a Nuoro attende ancora il via libero il regolamento di base, per dare seguito alla riorganizzazione interna dell’unione sindacale. Il fatto più importante sarà il riordino delle categorie. Ora sono 18, dopo la cura dimagrante dovrebbero ritornare alla metà: l’industria camminerà a braccetto con i servizi. L’agroalimentare è destinato alla strana fusione con gli edili, categoria da risollevare, ma non è impossibile che alla fine salti fuori la nuova comunità con i rappresentanti del commercio. E via via tutti gli altri, a seconda di affinità e convenienze operative. Il tutto in linea con un’organizzazione moderna.
Michele Fele, dall’alto dei cinque lustri di dirigenza sindacale, pensa che si possa fare e si debba fare, in considerazione del patto con gli iscritti. A maggior ragione in un tempo di crisi e tagli, comandati dal capo del governo, Matteo Renzi, che hanno portato a dimezzare i distacchi da enti pubblici e aziende private. Per questo mette davanti la parolina della “spending review”, in questi anni onnipresente: «Ormai dobbiamo pensare a gestire l’organizzazione di categoria come un’azienda, con il risparmio e un attento utilizzo delle risorse. A maggior ragione in un territorio in preda a una grave difficoltà economica, dove spesso le tessere sono quelle pagate dagli operai, ma anche da disoccupati e lavoratori in cassintegrazione».
In tutto 17mila e 800 iscritti, che sono solo 200 in meno delle stagioni ancora della grande provincia, destinata a rimaterializzarsi anche per gli uffici del palazzo di via Vittorio Emanuele. Un fatto che accresce l’impegno per le vecchie e nuove sfide. Delle quali Fele parla con avvio dal livello nazionale, per calarsi sino al particolare del Nuorese. Tesi e garanzie: «Il presidente della Confindustria italiana Squinzi ha parlato da poco di un sindacato colpevole di avere bloccato le riforme. E non senza alcune ragioni, se pensiamo all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, per noi un “totem” involabile, o alla denuncia per ogni imprenditore che spostava una parte della produzione all’estero. I fatti hanno dato ragione proprio a loro. Per questo non possiamo pensare di continuare ad andare avanti con un’estenuante concertazione, oppure limitare la flessibilità del lavoro. Certo, la svolta sui diritti acquisiti deve riguardare anche tutti quei privilegiati, negli stipendi e nelle pensioni, che oggi risultano intoccabili». La fotografia sul locale e i propositi sono ancora più interessanti. Industria, agroalimentare e turismo, i campi della riforma delle politiche. Il segretario territoriale della Cisl non fa mistero di vederla in maniera differente dai colleghi di Cgil e Uil, senza però pensare di poter mettere in pericolo l’intesa, oggi ancora più preziosa: «Per gli ultimi pezzi della chimica di Ottana sono pessimista, anche considerato il legame condizionante con l’Eni, che sino a due anni fa forniva la materia prima. C’è l’opportunità della chimica verde e noi la valuteremo con attenzione».
Il privilegio del sindacalista olianese è per l’agroalimentare: «Lo vedo come il settore strategico e trainante. La conferma arriva dal livello nazionale, dove quest’anno c’è un aumento di quasi un punto percentuale di Pil (il misuratore della produzione) legato in buona parte all’export di vini e formaggi, compreso il nostro pecorino romano. In Sardegna e, segnatamente nella provincia nuorese, va fatta una politica di protezione, con i marchi, e l’unione nel momento della vendita, per creare i canali adeguati ai prodotti di nicchia». Cose che Fele ribadirà nell’assemblea della prossima settimana, con un appello all’incontro delle forze, anche per difendere i servizi. Tra i quali cita la sanità, «che uscirà penalizzata e non poco dalla riforma in atto alla Regione».
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