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La quiete dopo la tempesta, caso modello da imitare

NUORO. La quiete dopo la tempesta congressuale durata un anno e la cui fine dovrebbe essere scritta domani, con l’elezione del nuovo segretario. Nuoro e la provincia, il territorio più difficile per...

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NUORO. La quiete dopo la tempesta congressuale durata un anno e la cui fine dovrebbe essere scritta domani, con l’elezione del nuovo segretario. Nuoro e la provincia, il territorio più difficile per la gestione del Pd, potrebbe diventare addirittura una sorta di modello, da osservare e prendere ad esempio. Chiudere in gloria addirittura meglio di quando è successo l’anno passato per la segretaria regionale, per la quale Renato Soru aveva accettato l’indicazione con la promessa di una scelta condivisa, per poi ritrovarsi sulla strada altri due contendenti. Il partito democratico nuorese ufficializza la ritrovata armonia. I motivi per mettere via velleità di comando assoluto o guerre intestine sono tanti. Uno l’ha espresso il presidente del partito, Giuseppe Luigi Cucca, nell’ultima assemblea: «Le lacerazioni hanno fatto perdere al Pd il ruolo di baluardo della democrazia nel territorio». L’altro, legato soprattutto alla nostalgia del fare politica nel tempo passato, è emerso dalle parole dell’ex consigliere comunale Tore Fenu: «In questi anni si è perso il senso del partito come luogo di confronto aperto ai cittadini e ai loro problemi». Queste le buone intenzioni. Le incognite nei vizi che si dicono già superati, o avviati a soluzione. La sconfitta elettorale, prima di tutto a Nuoro, è stata avvertita come l’atto finale di una guerra tra bande, consumata con l’unico scopo del controllo interno tra i democratici. Un conflitto acuitosi durante il voto. «Nella vittoria della coalizione di Soddu c’è il peso della scelta di tanti simpatizzanti del centro-sinistra che non hanno ritenuto di rinnovare la fiducia al Pd e alla coalizione», è stata, due settimane fa alla “Satta”, la rievocazione delle comunali da parte di Davide Montisci, il nuorese che guida l’assemblea nazionale dei giovani democratici. Nel dna del nuovo partito divisioni oltre le quali tutti promettono di voler andare. Il risultato è legato alla misura in cui quelle sono state profonde e alla circostanza che, visti i precedenti, l’incontro e la riunione delle anime non si porti dietro altri patti segreti, legati ad eventuali nomine, a iniziare dai posti nel nuovo esecutivo alla Regione. (f.p.)

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