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Nicola Pinna ancora presidente dell’autogestita Sa Parma

di Bernardo Asproni
Nicola Pinna ancora presidente dell’autogestita Sa Parma

LULA. L’assemblea annuale dei soci della riserva di caccia autogestita “Sa Parma” ha rieletto alla carica di presidente il sottoufficiale dei carabinieri in pensione Nicola Pinna, che guida l’associaz...

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LULA. L’assemblea annuale dei soci della riserva di caccia autogestita “Sa Parma” ha rieletto alla carica di presidente il sottoufficiale dei carabinieri in pensione Nicola Pinna, che guida l’associazione da 27 anni. Suo vice è Gino Porcu, che sostituisce Michele Cossu, capocaccia storico, deceduto alcuni mesi fa.

A comporre il consiglio d’amministrazione sono stati eletti Mario Flore, Franco Chessa, Checco Sedda, Nicola Chessa, Angelo Daga e Silvio Goddi. Gli ultimi 3 nella veste di sindaci-revisori dei conti. Il vertice dell’associazione è rappresentativo di tutte le 6 compagne che fanno parte dell’autogestita (1520 ettari-95 soci). L’assemblea in apertura dei lavori ha approvato il bilancio dell’annata venatoria 2014-15, che registra un attivo di oltre 8 mila euro.

Subito dopo si è parlato dell’apertura della riserva per la caccia alla pernice e successivamente al cinghiale. Punti focali alla luce della palese carenza di selvaggina, in particolare di pernici. In questo stato di precarietà, la caccia alla pernice in riserva si è optato per una sola giornata, mentre per il cinghiale si attende la emanazione del calendario definitivo. Dopo una ampia discussione diversi rappresentanti delle 6 compagnie hanno firmato un documento con oggetto: Comitato “No caccia grossa nella giornata di giovedì” col quale si manifesta «la totale disapprovazione di una eventuale emanazione di calendario venatorio che consenta la caccia grossa il giovedì». Contrarietà, sintetizzata in cinque punti: «Viene infranta senza plausibile motivo la pluridecennale regola della tradizione: la caccia grossa è stata praticata esclusivamente la domenica e solo qualche festivo; non raggiungerebbe il fine di diminuzione del numero degli ungulati, poiché la caccia avverrebbe solo nelle zone libere e nelle autogestite, mentre la colonia maggiore di cinghiali è nelle oasi; solo singoli cacciatori e piccoli gruppi andrebbero a caccia il giovedì, creando attrito e disgregazione sociale fra tutti i cacciatori; nel territorio di Lula e nei paesi circostanti non vi è numero eccessivo di cinghiali; per ridimensionare il numero eccessivo di animali, che sono solo in determinate zone, vi sono altre più efficaci e semplici soluzioni, che devono essere mirate e non generalizzate». Il documento è stato inviato all’assessore regionale all’ambiente, al comitato regionale faunistico e all’amministrazione provinciale.

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