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Nuoro

Orgosolo, il funerale della polisportiva si rivela un mezzo flop

di Mattia Sanna
Orgosolo, il funerale della polisportiva si rivela un mezzo flop

I dirigenti della società consegnano i cartellini in Comune Il sindaco: «Non possiamo far chiudere questa realtà»

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ORGOSOLO. Chi si aspettava una fiumana di persone, e l’intero paese scendere in piazza, è tornato a casa deluso. Per il “funerale” della polisportiva Supramonte, il corteo dal grande valore simbolico che i dirigenti avevano organizzato da giorni per scuotere le coscienze e sollecitare nuove adesioni alla società che altrimenti rischia la chiusura, non c’è stata la partecipazione che in molti speravano. E anche questo, da tanti, è stato letto come un messaggio eloquente, come il segno che il paese non stava esattamente facendo la fila per prendere in mano le redini della gloriosa polisportiva.

«Un vero peccato, queste poche presenze» commenta il sindaco Dionigi Deledda, che ieri sera, ha aperto le porte del municipio per ricevere le chiavi della società dai dirigenti, al termine del “funerale” della squadra tra le strade del centro. E così, dopo che il corteo decisamente ristretto e composto da una ventina di genitori dei ragazzi della polisportiva, alcuni giocatori e curiosi, e gli attuali dirigenti, riceve dal parroco l’estrema unzione, percorre alcune vie e varca le porte del municipio di Orgosolo, la palla, in senso metaforico ma anche letterale, passa nelle mani del Comune e del sindaco che lo guida: Dionigi Deledda. «Ecco la busta con i 400 cartellini dei giocatori», gli dicono alcuni dirigenti. E ora? E ora che succede? Il primo cittadino non si tira indietro e lo spiega che no, «la polisportiva Supramonte non può finire qui la sua storia, perché la funzione sociale che ricopre, per i nostri giovani, è di un’importanza fondamentale».

«A tutti – continua Deledda – fa piacere veder crescere bene la nostra gioventù, e la polisportiva ricopre proprio questa funzione. In questi giorni abbiamo lanciato tanti appelli, sia noi, sia i dirigenti della società, perché altre persone prendessero in mano le redini della polisportiva, ma sinora nessuno si è fatto avanti. Ovviamente speravano in una presenza più consistente anche per il “funerale”, ma non c’è stata. In ogni caso questa vicenda non finisce qua: la polisportiva Supramonte non può morire, faremo tutto il possibile perché questo non avvenga».

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