Segreteria provinciale Pd arriva il giorno della scelta
Il nome su cui confluirà il voto dell’assemblea è quello di Daniela Forma Anche “Sardegna Più. Meglio” che fa capo a Deriu ha dato il lasciapassare
NUORO. Due settimane di incontri e prove d’intesa e domani sarà il giorno della scelta del segretario provinciale del Pd. Il nome su cui confluirà il voto dell’assemblea degli iscritti è quello di Daniela Forma, 38 anni, dal 2014 in Consiglio regionale. La proposta di partenza è della corrente guidata dal senatore Giuseppe Luigi Cucca. Dall’altro ieri il nome ha pure il lasciapassare del gruppo “Sardegna Più. Meglio”, che fa capo a Roberto Deriu, anche lui consigliere regionale. A chiudere i conti e rafforzare la scelta pure il voto della terza anima dei democratici nuoresi, espressione della vecchia tradizione comunista e negli ultimi anni attiva nell’associazione culturale “Berlinguer”.
Sul via libera del gruppo Deriu, le parole di Francesco Manca, segretario cittadino: «Abbiamo deciso di dare fiducia a Daniela Forma con la garanzia di tornare a un partito unito e dove siano rispettate le regole. Altra spinta verso l’intesa, la considerazione di non poter lasciare il partito senza guida in un tempio nel quale il territorio vive gravi difficoltà sociali». Una scelta che salva anche gli equilibri di peso specifico nel partito. La segreteria alla Forma bilancia per il gruppo di appartenenza, oggi sotto il segno dell’avvocato-senatore Cucca, l’incarico di guida del partito a Nuoro, appannaggio di Manca, di “Sardegna Più. Meglio”. Prima dell’attuale candidata la casella era stata riservata ad Antonio Arghittu, giovane democratico, anch’egli di Nuoro, vicino alla componente degli ex Pci e poi portato avanti unitariamente proprio dalla corrente nella quale si riconosce Daniela Forma. Un’elezione legata ai congressi, che si sarebbero dovuti chiudere sin dall’autunno scorso, ma finiti solo nello scorso marzo, poco prima di presentarsi con liste e schieramento alle comunali. Arghittu è salito sulla sedia del guidatore. Il tempo di viaggio è stato però brevissimo. Si è dimesso poco dopo la disfatta delle elezioni, quando è emersa oltre alla debolezza del partito anche la mancanza di sostanza nel patto col quale era stato designato alla segreteria. Ora si ricomincia, con rinnovate promesse reciproche. Deriu nell’assemblea di due settimane fa ha chiesto «la pace e non accordi che rischiano di saltare solo qualche giorno più tardi del momento in cui si stipulano». Sull’altro fronte proprio Daniela Forma che, ancora in una fase liquida del confronto per la sua “nomination”, ha parlato del valore di «un partito tornato a confrontarsi per darsi delle regole e a svolgere elaborazione politica per il territorio».
La disciplina interna è un passaggio importante dell’assemblea e del voto di domani. Non più accordi sulla parola e la buona fede, ma l’elezione di una commissione di garanzia, che in ogni momento possa giudicare se le norme interne sono rispettate o meno. Un organo entrato nell’interlocuzione tra i gruppi nelle ultime, e decisive, due settimane. Il segretario di Nuoro Manca lo ribadisce: «Per noi un passaggio centrale e determinante rispetto all’atteggiamento complessivo da tenere durante l’assemblea e nel momento elettorale». L’obiettivo è di evitare la bagarre del passato congresso, andato avanti tra ricorsi alla commissione di garanzia nazionale (il solo Manca ne ha presentato 11) e repliche dell’allora segretario Giuseppe Pirisi, convinto di trovarsi davanti ad azioni che volevano invelenire il clima congressuale.
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