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Non aveva profanato la tomba Assolto un operaio di Orotelli

NUORO. Assolto dall’accusa di aver profanato la tomba di famiglia a Orotelli.Serafino Dore, un operaio di Orotelli, (difeso dal’avvocato Lorenzo Soro) è stato assolto da vilipendio di una tomba al...

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NUORO. Assolto dall’accusa di aver profanato la tomba di famiglia a Orotelli.Serafino Dore, un operaio di Orotelli, (difeso dal’avvocato Lorenzo Soro) è stato assolto da vilipendio di una tomba al termine di un processo che si è protratto per un paio d’anni.

Serafino Dore, poche ore dopo la scomparsa del padre, realizzando che la famiglia non aveva il posto in cimitero a Orotelli per dargli una degna sepoltura, aveva preso in mano la situazione. Si era diretto in cimitero e aveva disseppellito il nonno, che tra l'altro portava il suo stesso nome. Era sepolto da più di 30 anni, ma quella mattina il nipote aveva deciso che era ora di farlo sloggiare perché c'era bisogno di fare spazio.

«Quando sono arrivata in cimitero, ho visto solo un cumulo di terra, i resti di un baule sparsi dappertutto, e una cassettina di zinco poggiata da un lato». Paola Cossu, vigile urbano di Orotelli, aveva raccontato con queste parole la vicenda al giudice monocratico del tribunale di Nuoro. Una mattina cominciata come tante altre e terminata al camposanto, a dare la caccia a una sorta di "riesumatore folle".

Serafino Dore si era messo al lavoro di buona lena con pala e piccone. Prima aveva tolto la terra che copriva la bara e poi aveva fatto a pezzi la cassa. «C'erano pezzi di baule dappertutto» aveva raccontato al la vigilessa di Orotelli. Serafino Dore avrebbe portato via l'urna di zinco con i resti del nonno, se un suo zio, con il quale era ai ferri corti per questioni di eredità, non si fosse accorto di tutto. Ed era scoppiato l'inferno. Serafino Dore, dopo il trambusto, si era presentato dai vigili e aveva detto che non sapeva che servisse un permesso e che aveva necessità di liberare la tomba perché era morto il padre».

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