Il nuovo piano di rilancio inizia a segnare il passo
Macomer, perplessità di una parte del sindacato per la mancanza di risultati Incontro con il sindaco Succu per discutere di scuola, formazione e attività
MACOMER. Scuola, formazione, nuove attività manifatturiere, agroalimentare, cultura e ambiente come strumenti di sviluppo turistico e infrastrutture sono le basi del piano di rilancio del Nuorese sul quale discutono da mesi sindacati, associazioni, amministrazioni locali e Regione. I tavoli tematici, che finora sono stati convocati e si sono riuniti a Nuoro, ieri hanno segnato un momento di incontro a Macomer richiesta dal sindaco Antonio Succu. È intervenuto all’incontro anche l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda, il quale ha chiesto di inserire fra le priorità infrastrutturali quelle legate al contenimento del rischio idrogeologico, presente in misura elevata in molte zone del Nuorese.
Partiti con grandi speranze nel mese di febbraio, dopo oltre sei mesi di discussioni e di confronti sembra quasi che gli incontri segnino il passo. Da qui le perplessità di una parte del sindacato, la quale teme che non si vada oltre gli incontri. Alla base di tutto c’è il problema delle risorse che la Regione dovrà mettere in campo e sulle quali si potranno poi costruire le certezze. Tra gli obiettivi del piano c’è in primo luogo la formazione, fondamentale per creare una nuova classe imprenditoriale e lavorativa, ma prima ancora si pone l’esigenza di contrastare la dispersione scolastica, anche attraverso programmi di riorientamento.
Il riutilizzo dei capannoni dismessi è invece alla base di un discorso sulla possibilità di favorire la nascita di nuove attività produttive. Per il rilancio delle aree industriali e degli insediamenti produttivi, invece, il piano ipotizza la continuità territoriale merci e il miglioramento trasporti, che nel caso della zona industriale di Tossilo sono possibili su rotaia in quanto la ferrovia lambisce l’agglomerato, l’istituzione della zona franca doganale, più complessa rispetto alla prima, e la creazione della rete di banda larga che le imprese in attività sollecitano da sempre.
Il piano punta a incentivare il recupero dei capannoni dismessi sostenendo le nuove iniziative avviate da ex lavoratori delle aziende che hanno cessato l’attività. Per il territorio di Macomer punta in primo luogo sul settore agroalimentare sostenendo la competitività delle imprese sul mercato, migliorando l’organizzazione dei produttori e delle produzioni e sostenendo la filiera integrata tra settore agro-zootecnico e agroindustria. Un’attenzione particolare è dedicata anche all’ambiente, fronte sul quale Macomer punta a realizzare il ciclo integrato del recupero dei rifiuti e la valorizzazione dei parchi e area Sic e Zps Altopiano di Campeda. Per il Marghine, ricco di importanti vestigia risalenti al periodo nuragico, si tenta inoltre di avviare un programma di interventi di pulizia e conservazione dei monumenti archeologici per migliorarne accessibilità e fruizione. (t.g.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
