La Nuova Sardegna

Nuoro

Vacanze naturali nel biovillaggio

A Sardinna Antiga si dorme nei pinnettos, manca internet e non si può fumare

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SINISCOLA. Se volete andare a Sardinna Antiga, il biovillaggio turistico ecosostenibile di cui ultimamente si parla tanto sul web nonostante abbia aperto i battenti da poco più di due mesi, armatevi di pazienza e tenete gli occhi aperti: non ci sono vistosi cartelli pubblicitari all’ingresso della strada sterrata che dalla statale 125, nei pressi di Santa Lucia, conduce dopo poco più di un chilometro alle campagne di Sa petra ’e s’ape. Più semplicemente, la via verso la struttura di Giovanni Conteddu e Tina Corda è segnalata da un pinnettu in miniatura, e più avanti se ne trovano altri tre che guidano sino all’arrivo a destinazione. La scelta dell’antico rifugio dei pastori come segnaletica non è casuale, perché il biovillaggio sorge proprio sulle rovine di un insediamento rurale abbandonato negli anni ’40 del secolo scorso. Qui Giovanni e Tina sostengono di aver trovato, nascosti dagli arbusti, i resti di nove pinnettos (o pinnattos, secondo la variante locale), praticamente uno accanto all’altro.

Per dimostrarlo, sono andati alla ricerca di vecchie cartografie, foto aeree realizzate nel dopoguerra e hanno raccolto le testimonianze degli ultimi pastori che qui lavoravano. Accadeva dieci anni fa, e da allora la coppia siniscolese, che vive a Bologna da oltre vent’anni con i due figli, ha dedicato ogni energia alla realizzazione del proprio sogno: una piccola struttura turistica nel segno della sostenibilità ambientale, a cominciare dai materiali di costruzione, cioè legno, canne, frasche, pietre e argilla. Tutti materiali naturali, insomma, e legati per quanto possibile a quella che ritengono fosse la struttura originaria, appunto una serie di pinnettos. Che oggi sono diventate camere accoglienti, dotate di tutti i servizi. Manca un impianto di climatizzazione, ma non se ne sente la mancanza. La biancheria è prodotta con materiali naturali come il lino e colorata con erbe, per la colazione si utilizzano stoviglie in terracotta. Si mangiano i prodotti dell’orto (bio, va da sé) e i formaggi della zona. Nei bagni, dove scorre acqua di sorgente, si usano prodotti, dallo shampoo al sapone, realizzati con essenze naturali.

Nei sette ettari di Sa petra ’e s’ape sono state interrate circa 4000 piante (soprattutto querce e ulivi). L’obiettivo dei titolari è aprire in futuro anche un ristorante, che all’inizio sarà riservato probabilmente alla clientela del villaggio. Sarà incentrato soprattutto sulla cucina vegetariana («A casa mia non si mangia carne», dice con orgoglio animalista Tina Corda). A proposito, non chiedete la password del wi-fi: a Sardinna Antiga sono banditi tablet e computer, ma anche i telefonini. E non si può fumare neppure all’aperto. (p.me.)

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