La Nuova Sardegna

Nuoro

Cisl: «La riforma sanitaria penalizza le zone interne»

di Francesco Pirisi

Il sindacato boccia il piano della Regione sulla riorganizzazione delle Asl «Così il Nuorese perderà centralità e diversi servizi, oltre che posti di lavoro»

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NUORO. La conferenza organizzativa della Cisl provinciale, di tre giorni fa a Oliena, fa scattare l’allarme sul futuro della sanità nel territorio. Non piace la riforma, che viene elaborata alla Regione dalla giunta Pigliaru. La contrarietà è sul possibile taglio di alcuni reparti di eccellenza clinica nell’ospedale San Francesco e nel ridimensionamento di altri presidi sanitari, da Macomer a Sorgono. La denuncia, dai giorni precedenti l’assemblea sindacale, è arrivata dal segretario generale, Michele Fele: «Siamo preoccupati. Non è vero che non cambierà nulla, come dice l’assessore della Sanità, Luigi Arru. Saremo penalizzati, in una politica in cui si avvantaggiano i poli forti di Cagliari e Sassari e si lasciano in condizioni di sopravvivenza i servizi nelle aree interne». Ad accrescere lo stato d’ansia tra sindacati e amministratori locali (testimoniato dal sindaco di Oliena, Martino Salis) è l’ingresso nella rete sanitaria dell’ospedale di eccellenza Mater di Olbia.

Del quale convincono l’alta specialità e le unità di ricerca clinica, ma fa paura il fatto che possa fagocitare quanto di buono è stato creato in periferia. Come rimarca ancora Fele: «Valga l’esempio del San Francesco di Nuoro passato negli anni da poco più che un ospizio a un ospedale di qualità, soprattutto in alcune branche mediche. Cosa ne sarà? Gli atti ci dicono che ci si allontana dal progetto di terzo polo sanitario, con molti effetti negativi per la possibilità concreta di curarsi. Ma non basta: se l’Asl nuorese perde centralità e spessore vengono meno insieme ai servizi anche diversi posti di lavoro, in una provincia dove i problemi sociali sono già profondi».

Durante la conferenza di Oliena numeri e conseguenze sono arrivati con la relazione della segreteria della Funzione pubblica, guidata dal segretario Giorgio Mustaro, e portata all’uditorio cislino da Maria Antonietta Manca.

Proprio con attacco riservato ai contraccolpi occupazionali, allargati all’intero settore pubblico: «Negli ultimi 20 anni nel Nuorese sono venuti a mancare mille posti pubblici, con riduzioni a colpi di 300 unità nella sanità, così come negli enti locali ed uffici periferici dello Stato. Attività sostituite in parte e comunque con impieghi di precari arrivati dalle liste dei cassintegrati dell’industria». Nello specifico della revisione della rete ospedaliera, le ragioni dell’assenza di condivisione esposte dalla Funzione pubblica hanno gli stessi toni anticipati da Fele: «La riforma nel territorio nuorese si risolve con l’obiettivo di risparmiare 130 milioni di euro in tre anni, con il declassamento degli ospedali e l’arretramento dell’intero sistema sanitario locale». Tra i maggiori indiziati di retrocessione anche a Oliena viene citato, insieme al San Francesco, l’ospedale San Camillo di Sorgono: «Dopo anni di resistenza, sarà ridotto a un “ospedaletto”», denuncia Maria Antonietta Manca. La contrarietà è anche per il fatto che «si riordina la rete degli ospedali, ma allo stesso tempo non sono conosciuti i piani per la medicina territoriale, il piano dei servizi socio- sanitari, la proposta per l’Areus (l’Azienda regionale di emergenza-urgenza). E, ancora, senza che niente di chiaro ci sia sulla riforma delle Asl». La Cisl promette di portare avanti una battaglia campale. Dell’argomento si parlerà anche lunedì, a Nuoro, durante un incontro-dibattito promosso dal gruppo in Consiglio regionale dei Rossomori. L’appuntamento è per le 16,30, nella sala della biblioteca “Satta”. Tra i presenti il consigliere nuorese Emilio Usula, tecnico del settore per i suoi trascorsi da chirurgo al San Francesco. Sarà l’occasione per scoprire di più le carte su quanto è in preparazione a Cagliari, sia per gli ospedali, sia per la riforma complessiva. Non meno rilevanti le informazioni su cosa si potrà ancora conservare, di quanto sollecitato dal sindacato, dei servizi sanitari nella provincia di Nuoro, che sia essa larga o ancora ristretta, a secondo dell’esito della più generale riforma degli enti locali.

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