La Nuova Sardegna

Nuoro

Austis in festa a suon di musica

di Giovanni Melis
Austis in festa a suon di musica

Migliaia di turisti accolti da balli tradizionali e da gustosi piatti tipici

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AUSTIS. Un percorso fatto di musica e cultura materiale. Perché nel paese degli agriturismo è impossibile non conciliare l’aspetto culturale con il comparto agroalimentare, motivo trainante delle cortes austesi, che anche quest’anno incassano uno straordinario successo. Migliaia i visitatori che hanno affollato il centro barbaricino tra ieri e sabato, curiosi di riscoprire i sapori del paese, le cui origini affondano nella cultura agropastorale. Una cucina povera, in cui gli elementi primari vengono lavorati con pazienza e secondo antiche ricette, diventando mezzo privilegiato per immergersi nel mondo del gusto. La manifestazione è stata organizzata dalle associazioni cittadine, col patrocino di Aspen, Regione e Bim Taloro. Il supporto organizzativo è stato assicurato per quanto possibile dal commissario regionale, che regge il Comune dal maggio scorso. Il tema di quest’anno era la musica, quella originaria legata al ballo sardo. Quella che Felix Carlinger ebbe modo di studiare negli anni 60 e che la scuola dei suonatori locali cerca di portare avanti con grande bravura. Silvano e Roberto Fadda sono i maestri; con una carriera trentennale incarnano l’essenza del ballo austese. Le loro danze, quelle dell’astro nascente Fabio Onnis e del piccolo Davide Meloni, appena 6 anni e già ben pratico dell’organetto diatonico, assicurano lunga vita alle danze locali, splendidamente eseguite dal gruppo folk Sant’Antonio, ma anche dalla cittadinanza che non perdeva occasione di ballare, coinvolgendo i turisti. E tra unu ballu tundu e un assaggio di pane appena fatto, sevadas austesas, una vera specialità, e dolci si procedeva per il giro culturale nelle Cortes. Da quella del gruppo folk sant'Antonio, dove è riprodotta tutta la fase della lavorazione dell’abito tradizionale austese, a quella dei Colonganos, le maschere tradizionali recuperate dopo anni di lavoro di ricerca. Poi la mostra etnografica, quella dell’ente foreste che raccontano le bellezze di un borgo di montagna senza tempo. Sotto il profilo commerciale soddisfatti espositori ed agriturismo che hanno registrato il pieno. «Il successo della sagra – spiega Katia Mascia del gruppo folk – nasce dal lavoro di tutto il paese che si mostra nella sua veste migliore. Tante visite e tanto consenso di hanno onorato». Risuonano le note dell'organetto, i canti del coro Zente Sarda animano la serata fino all'imbrunire, quando dal centro storico arrivano i Colonganos, con le maschere di sughero e ossa sulle spalle a strappare applausi. Poi tutti a sant’Antonio in Basiloccu per la festa serale.

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