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Nuoro

Appello dei sindaci: «Salvate l’ospedale del Mandrolisai»

Giovanni Melis
Appello dei sindaci: «Salvate l’ospedale del Mandrolisai»

I primi cittadini contro il ridimensionamento del San Camillo «Siamo pronti a manifestare sotto il palazzo regionale»

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SORGONO. Cresce la preoccupazione tra i sindaci del distretto sanitario di Sorgono, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e degli operatori del settore, riunitisi nel comitato permanente a difesa del diritto alla salute delle popolazioni amministrate. Alle promesse dell'assessore alla sanità Luigi Arru non sono seguiti comportamenti concreti che facciano presagire qualcosa di buono per il san Camillo, per il quale il nuovo piano regionale ha previsto una drastica cura dimagrante.

Nei confronti del documento di riorganizzazione della rete ospedaliera della regione, allegato alla delibera di giunta 38/12 del 28/07/2015, viene prevista infatti la drastica riduzione delle funzionalità del presidio sanitario di riferimento di un ampio territorio, già fortemente penalizzato dalla sua posizione geografica.

Appaiono ormai caduti nel vuoto i tentativi da parte degli amministratori locali di ottenere una revisione del documento. Lo constatano amaramente gli stessi primi cittadini: dopo l’incontro dell’agosto scorso, l’assessore Arru non ha spostato di una virgola il ruolino di marcia. «Spiace constatare – dice il sindaco di Tiana Francesco Zucca – che l’assessorato non ha neppure reso noto gli effettivi tagli previsti per il San Camillo in termini di servizi e posti letto. Alle rassicuranti parole dell’assessore di a suo dire rassicuranti sulla tutela dei servizi di base fino a questo momento garantiti, non è seguita alcuna volontà di ridimensionare gli effetti del piano».

Ulteriore sconforto è legato al fatto che le due note con richiesta di audizione inviate dal sindaco del comune di Sorgono Giovanni Arru a nome del comitato lo scorso 21 Agosto, né la VI commissione del consiglio regionale e né la conferenza dei capigruppo hanno dato risposte. Di qui la mobilitazione generale nel territorio. «Considerata la situazione sempre più gravosa di preoccupazione e malcontento – si legge in una nota del Comitato – si è pertanto deciso di organizzare quanto prima una manifestazione, con la speranza che la diretta espressione dell’ apprensione dei cittadini, pesantemente colpiti dalla riorganizzazione sanitaria, sortisca l’effetto auspicato di sensibilizzare finalmente i decisori sull’argomento». Una chiara chiamata alla mobilitazione generale del territorio, che porterebbe le popolazioni in piazza. Anche perché, come preannunciato dal sindaco di Atzara Alessandro Corona «soltanto con la mobilitazione collettiva, si possono avere almeno le speranze di essere ascoltati da una giunta regionale che si occupa di fare ragioneria, anzichè dei diritti, come quello alla salute, oltre che dei problemi dei territori marginali».

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