Don Tuvone nuovo amministratore parrocchiale
NUORO. Durante la veglia di preghiera per il Sinodo sulla famiglia in Cattedrale, il vescovo monsignor Mosè Marcìa ha annunciato tra gli applausi la nomina di don Antonello Tuvone come nuovo...
NUORO. Durante la veglia di preghiera per il Sinodo sulla famiglia in Cattedrale, il vescovo monsignor Mosè Marcìa ha annunciato tra gli applausi la nomina di don Antonello Tuvone come nuovo amministratore parrocchiale di Santa Maria della Neve. «Durante il giubileo della Misericordia nel nuovo anno pastorale 2015-2016, in diocesi si svolgerà la Visita pastorale – ha detto il vescovo –. Evento che ci vedrà impegnati nelle parrocchie della Diocesi. In vista di questo imminente impegno, ho creduto doveroso esonerare dall’incombenza di amministratore parrocchiale della cattedrale monsignor Ciriaco Vedele e lo ringrazio sentitamente per aver svolto l’incarico con spirito di sacrificio, abnegazione e obbedienza in un momento non facile della vita parrocchiale. Non potendo lasciare la parrocchia priva di una guida, ne affido la cura pastorale al Seminario diocesano e nomino nuovo amministratore parrocchiale don Antonello Tuvone, rettore del Seminario. Don Luciano Monni avrà il ruolo di collaboratore. Ringrazio don Pietro Orunesu e don Francesco Mariani per il sostegno e l’aiuto che hanno offerto a don Ciriaco Vedele – ha concluso monsignor Marcia – e li esorto a continuare la collaborazione».
Don Antonello Tuvone, nuovo amministratore della Cattedrale, è nato a Posada il 7 ottobre 1979. Dopo gli studi nel Seminario vescovile e negli istituti superiori di Nuoro, ha frequentato la Facoltà teologica di Cagliari ed è stato ordinato sacerdote il 26 giugno 2004. È stato viceparroco a Siniscola dal 2004 al 2010 e poi ha ricoperto l’incarico di rettore del Seminario vescovile.
C’era molta attesa nella chiesa nuorese per conoscere il nome del nuovo sarcedote che dovrà guidare la cattedrale. Monsignor Ciriaco Vedele aveva svolto il gravoso compito in un momento particolarmente difficile dopo il primo ricorso presentato dal precedente parroco, don Alto Cottu, contrario al suo trasferimento a Oniferi. Dopo il rigetto del ricorso da parte della Congregazione romana per il clero, monsignor Marcia aveva proceduto con decisione al trasferimento, ma il braccio di ferro era continuato perché don Cottu aveva presentato un secondo ricorso alla Signatura apostolica di Roma che non si è ancora pronunciata.
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