L’isola in vetrina a Cala Gonone
Alla Borsa internazionale del turismo attivo il confronto fra tour operator sardi ed esteri
INVIATO A CALA GONONE. Salutata da un clima estivo, ieri è entrata nel vivo la Bitas, borsa internazionale del turismo attivo in Sardegna che quest’anno si svolge nella frazione di Dorgali. Numeri importanti per una manifestazione che non si teneva da qualche anno, e arriva al termine, o quasi, di una stagione turistica che ha fatto gridare al miracolo in tempi di crisi, con un aumento del 10-15 per cento delle presenze nell’intera Sardegna. Presenze che a Dorgali, con un’offerta che va dalle escursioni nelle gole del Supramonte alle gite in barca nella spiaggia di Cala Luna, al 31 agosto di quest’anno sono già 250mila, con un netto balzo in avanti rispetto al 2014.
In un mondo dominato dal web, la Bitas mette a confronto, faccia a faccia, la domanda e l’offerta del mercato turistico. Da una parte ci sono i buyer , i compratori, 56 tour operator arrivati da sedici nazioni; dall’altra i seller, cioè i venditori, i tour operator di casa nostra giunti all’hotel Palmasera per presentare le proprie offerte. In mezzo troviamo figure come l’olandese Wilbert Geers, che ha fiutato il crescente interesse dei suoi connazionali verso l’isola ed è qui per vendere agli imprenditori sardi gli spazi pubblicitari su una rivista che uscirà nei Paesi Bassi, con un numero unico, dal titolo Sardinie Magazine. Ci crede a tal punto che sta organizzando in Olanda una fiera delle vacanze in Sardegna.
Il boom dell’interno. Dovrebbe essere la borsa del turismo ambientale, ma in realtà si vende di tutto, cioè ogni tipo di vacanza: dal trekking nella cale del golfo di Orosei al cicloturismo, dalle ville in affitto in Costa Smeralda al soggiorno negli ovili con i pastori del Supramonte. La Sardegna è tornata sulla cresta dell’onda del mercato turistico, come non lo era da anni, ma la buona notizia è che i tour operator stranieri hanno colto, forse più degli stessi sardi, le potenzialità di territori che i flussi di vacanzieri avevano sempre trascurato. I britannici per esempio guardano molto all’interno dell’isola: al 31 agosto nel solo comune di Oliena hanno fatto registrare oltre tremila presenze. Ma anche gli statunitensi hanno il mal di Barbagia: sempre a Oliena le presenze Usa sono state più di ottocento. I francesi hanno scoperto la Sardegna relativamente da poco, complice la crisi geopolitica e i conflitti nel nord Africa, metà tradizionale del turismo oltralpe. «C’è molto interesse verso l’isola – dice Lavinia Crali, che rappresenta Voyage Privé, club francese che vanta otto milioni di iscritti in patria e undici in tutto il mondo. Le proposte? «Un po’ di tutto, con un target generalmente medio alto».
L’austriaco Stefan Lienbacher, arriva da Innsbruck, e si occupa soprattutto di turismo alpino. Ai suoi connazionali propone trekking nel Supramonte, ma anche vacanze esclusive in Costa Smeralda. Eleonora von Berger rappresenta la multinazionale olandese Belvilla, specializzata in soggiorni di lusso, e dunque si concentra sulla Gallura.
In 12mila a Gorroppu. E i “venditori” cosa offrono? Ce n’è per tutti igusti, dal giovane direttore del resort Baia Caddinas a Golfo Aranci, Giovanni Antonio Cherveddu, a Mario Paffi e Rita Mele della cooperativa Viseras, che propongono un tour nei musei di Mamoiada ma anche visite guidate ai murales di Orgosolo o al museo Nivola di Orani. C’è persino la Coldiretti, con la propria rete di agriturismi, Terranostra. Dice il presidente Nanni Nieddu, dorgalese: «Offriamo un sistema integrato di 60 strutture agrituristiche, con 800 posti letto e 5000 coperti».
Ma la Bitas non è solo contrattazioni, c’è anche spazio per i seminari. Dal Palmasera ci si sposta al Cine Teatro dove con l’Ente Foreste si discute di sentieristica e strumenti cartografici, con tanto di voto per alzata di mano del pubblico composto da guide escursionistiche sul dilemma analogico o digitale (risultato: pari merito tra le carte Igm e le app degli iPad). Con numeri anche qui importanti: la coop Chintula di Urzulei, dice il presidente Luciano Murgia, quest’anno ha staccato dodicimila biglietti per il canyon di Gorroppu.
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