«Tra due anni più presenze straniere che italiane»
CALA GONONE. «Sogniamo il sorpasso,più turisti stranieri rispetto agli italiani», ha detto l’assessore regionale al turismo Francesco Morandi aprendo la Bitas. «Nel giro di due anni pensiamo di...
CALA GONONE. «Sogniamo il sorpasso,più turisti stranieri rispetto agli italiani», ha detto l’assessore regionale al turismo Francesco Morandi aprendo la Bitas. «Nel giro di due anni pensiamo di invertire la tendenza. Abbiamo già chiara la strategia. Oggi abbiamo il 46 per cento di stranieri a fronte del 54% di italiani, puntiamo ad avere più stranieri». Per fare ciò per Morandi bisogna avere collegamenti efficienti. «Stiamo investendo 13 milioni di euro per collegare la Sardegna con l’Europa con una sorta di continuità territoriale».
Per Morandi «la Bitas è un evento all’insegna delle tre I: investimenti, innovazione e internazionalizzazione, rappresentati dai buyer stranieri, ma soprattutto dalla volontà di posizionamento sui mercati. Abbiamo un incontro aperto con vari siti internazionali e abbiamo già individuato alcuni mercati, obiettivi su cui abbiamo fatto una ricerca precisa». L’esponente della giunta Pigliaru ha spiegato che si sta puntando su Spagna, Francia, Germania ma anche Austria e Svizzera, Gran Bretagna e Paesi Bassi. «Tutti i paesi fortemente vocati al turismo attivo e sportivo. Una parentesi anche sulla Russia che soffre una nuova crisi e ha avuto una flessione molto significativa nelle presenze nella nostra regione, ma noi riteniamo sia giusto insistere e investire ancora. Gli Usa sono importantissimi per l’export, ma noi puntiamo anche al mercato turistico. Poi – ha aggiunto Morandi – ci sono alcuni mercati con i quali ci dobbiamo confrontare e che sempre di più scopriranno che la Sardegna ha un significato profondo, paesi come la Cina il Brasile, che si affacciano sul mercato internazionale delle vacanze».
Poi un richiamo agli investimenti in terra sarda, e ovviamente si parla soprattutto di Qatar: «Questi investitori sono i benvenuti a condizione che rispettino la nostra forte identità e il modo in cui abbiamo deciso di programmare lo sviluppo. Sugli investitori regionali contiamo tantissimo. C’è grande spazio per chi, sardo, vuole impegnarsi in Sardegna. Ma anche per gli investitori del continente, dell’Europa e oltre».
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