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Nuoro

Il Comune di Gavoi dalla parte dei migranti

Il Comune di Gavoi dalla parte dei migranti

La giunta guidata da Giovanni Cugusi ha attivato una commissione sul problema dell’accoglienza

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GAVOI. L’amministrazione comunale approfondisce il tema “Migranti” e attiva una commissione ad hoc: «Il fenomeno migratorio è diventato oggi centrale per la politica. Nessuno può essere indifferente». Proprio con questa convinzione gli amministratori comunali, il 31 agosto, hanno partecipato a un incontro formativo e informativo organizzato dagli attivisti di “Comunidade” sul tema delle migrazioni e dell’accoglienza.

All’incontro erano presenti il gestore del Centro di accoglienza straordinario di Olzai – Sarule, il mediatore culturale dello stesso centro e due degli 89 ospiti delle strutture dei due paesi: un ragazzo pakistano e un ragazzo nigeriano. I due Centri accolgono migranti richiedenti asilo che attendono la risposta alle loro richieste dalle Prefetture. «I richiedenti asilo – si legge in una nota divulgata dal Comune di Gavoi – usufruiscono di diritti stabiliti da accordi internazionali, e i singoli Stati hanno l’obbligo di garantirli. Quindi accoglienza e integrazione sono sostenute finanziariamente attraverso fondi derivanti dal Piano europeo per l’Accoglienza dei Richiedenti Asilo che per tramite del ministero dell’Interno e quindi delle prefetture viene erogato alle strutture autorizzate. Nessun costo dell’accoglienza è a carico degli enti locali».

Sulla scorta di queste informazioni, il 15 settembre l’amministrazione comunale ha partecipato ad un incontro organizzato sempre a Gavoi presso il salone parrocchiale finalizzato a sensibilizzare la popolazione sul tema migrazione e valutare alcune possibili strade da percorrere assieme. Sono state avanzate diverse proposte, e l’amministrazione si è preoccupata di verificarne la fattibilità. Il sindaco, Giovanni Cugusi, attraverso il contatto diretto con la prefettura di Nuoro, ha acquisito informazioni sulle disposizioni legislative da seguire in materia di accoglienza appurando che, nonostante il positivo stimolo all’accoglienza e alla solidarietà che viene dalla società civile e dal mondo religioso le procedure per accogliere i richiedenti asilo rispondono a precise disposizioni di legge e sono in capo alle prefetture.

Chi intende partecipare ai programmi di accoglienza del Ministero, infatti, deve possedere una struttura idonea, che rispetti precisi parametri, e partecipare ai bandi pubblici che vengono promulgati dalle varie prefetture. «Non è quindi possibile oggi nel nostro territorio – precisa Giovanni Cugusi – accogliere richiedenti asilo nelle famiglie o in altre situazioni che non siano i già citati Centri di accoglienza straordinaria, in quanto le prefetture non prevedono questo tipo di azione». (g.m.s.)

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