Migliaia di visitatori alle Cortes apertas di Lula
Mostre e teatro hanno animato la giornata, successo della sfilata della stilista Carla Monni
LULA. Cortes apertas 2015 è andata oltre ogni previsione. Una fiumana di visitatori, proveniente da ogni dove, ha invaso il paese. «Lula è ancora una volta polo di attrazione per ospitalità, per quello che ha evidenziato nelle cortes e con gli spettacoli» ha sostenuto il sindaco Mario Calia. È il giudizio unanime. Ecco quello espresso da un gruppo di tedeschi, che a fatica, in un italiano stentato,hanno reso omaggio alla comunità lulese: «Lula bel paese, gente brava, cose belle e buone». È la gratificazione migliore per gli organizzatori e espositori di prodotti enogastronomici («dai sapori inconfondibili» ha esclamato un visitatore, gustando un vuvusone caldo), artigianali-artistici (creazioni artistiche varie e sul vetro, intagli sul legno, ricami a uncinetto), libri in lingua sarda, laboratori e decorazioni. Fra le tante mostre, oltre le fotografiche sul Montalbo di Domenico Ruiu e “Percorsi di luce di Francesco Sanguinetti, Gigi Moreddu e U. Fara, è bene citare quella di pittura del più giovane espositore Beppe Muscau, fresco di diploma, i cui quadri sono andati a ruba. Il pienone nei punti ristoro, molti dei quali nel tardo pomeriggio di domenica avevano finito le scorte. Il sipario è calato con tre avvenimenti culturali di spessore. Apprezzata la proposta di IlosTeatro “Contos de pizzinnia... in carreras” (itinerante) con Elena Musio, Maria Antonietta Sedda e Rosa Beccu che hanno rivissuto racconti di un tempo delle comari, frutto di continue ricerche, ispirati al libro “Memorie del tempo di Lula” di Antonino Mura Ena. Applauditi i canti itineranti di “Oches de monte”con concerto finale,a cura del Coro Omines Agrestes di Lula della maestra Anna Mossa.I Cori di Olbia, Atzara e Lula,il tenore di Lula (oche Antonio Carzedda, mesu-oche Francesco Marongiu e Sebastiano Piras, basso Raimondo Porcu) hanno proposto i canti del loro repertorio.
La grande visione dell’insieme si è registrata all’atto della sfilata di moda “Shardana-l’arte che incontra il mito”, a cura della stilista Carla Monni, padre orunese e madre lulese, che ha riportato in vita figure mitologiche,un percorso di incontro fra fantasia e realtà; poi il pret-à-porter e ancora la figura di Trilluo che rivive nei lulesi a livello di legenda. L’ampio spazio, attrezzato con un nuraghe ricreato ad hoc, di fronte alla chiesa degli Angeli, largo Teano e un tratto di via Garibaldi a stento ha potuto trattenere il folto pubblico, alcune migliaia di persone, che si sono strette attorno a questa stilista che si sta conquistando un suo spazio oltre Tirreno.(b.a.)
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