La Nuova Sardegna

Nuoro

Un coro di no contro l’abbattimento del ponte San Paolo

di Claudia Carta
Un coro di no contro l’abbattimento del ponte San Paolo

Jerzu, linea unitaria nel consiglio comunale straordinario La struttura è stata realizzata nei primi anni del Novecento

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JERZU. Questa demolizione non s’ha da fare. È la forte presa di posizione che ha unito, all’ombra dei Tacchi, un popolo d’anime (non solo jerzesi) per dire no al progetto di abbattimento del ponte San Paolo che, dai primi anni del Novecento, di acqua e di alluvioni ne ha viste tante. Ma sempre lì è rimasto. Intendiamoci: il rischio idro-geologico c’è, è concreto. Gli interventi sono, dunque, necessari, vanno studiati nel dettaglio e con rigorosa scientificità. Ma siano alternativi alla distruzione di un bene identitario per il paese. Nel consiglio comunale straordinario svoltosi lo scorso venerdì – al quale hanno preso parte anche il consigliere regionale Franco Sabatini e il sindaco di Gairo, Francesco Piras, il cui territorio confina con quello jerzese, lungo il fiume Pelau fino a raggiungere il ponte stesso – maggioranza e minoranza hanno seguito una linea unitaria, all’insegna di mobilitazione e determinazione. Dall’esponente ogliastrino del consiglio regionale, una qualche rassicurazione arriva: «Non risulta – ha dichiarato Franco Sabatini – secondo i dati in mio possesso, che nel capitolato di concessione del finanziamento si parli di abbattimento. Questa è stata una valutazione avvenuta successivamente. Il che va ovviamente a vantaggio delle considerazioni che state portando avanti. Tuttavia, l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, si è reso disponibile a valutare le proposte della Provincia e i vari progetti. Una cosa è certa: non si possono sprecare risorse, ma non possiamo nemmeno perdere i finanziamenti. Occorre spendere le risorse in modo opportuno e se questo significa mettere in sicurezza il territorio senza distruggere nulla, ancora meglio». E mentre il consigliere di un gruppo di minoranza, Gianluigi Piras, sottolinea la sensibilità dei tanti jerzesi, oltre 600, che in pochi giorni hanno firmato per dire no alla demolizione “tout court”, Marcello Piroddi appartenente ad altro gruppo di minoranza non fa mistero del suo scetticismo: «Ho paura che il consiglio sia avvenuto fuori tempo massimo, dal momento che ci troviamo in una fase che vede l’iter al suo completamento e dunque non più negoziabile. Potremmo, questo sì, – è stato il commento di Piroddi – chiedere la sospensione dell’iter, in un procedimento di autotutela, e l’intervento della Soprintendenza».

Intanto ieri mattina il commissario della provincia Ogliastra, Maria Gabriella Mulas, ha incontrato i sindaci dei territori interessati (Jerzu, Gairo e Cardedu), per affrontare la spinosa questione. Il commissario ha tranquillizzato gli amministratori dicendo che ancora non c’è alcun progetto. Ma i sindaci sostengono invece che nel Dpp, Documento preliminare alla progettazione che è stato presentato, si parla di demolizione. I sindaci, dunque, incontreranno l’assessore Maninchedda, con la speranza di trovare una soluzione. «Il ponte San Paolo è un bene degli jerzesi – conclude l’assessore Antonio Piras – . La mancanza grave è che non è stato preso in nessuna considerazione l’interesse verso la conservazione di un patrimonio storico identitario».

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