Lettera a Franceschini contro la chiusura dell’Archivio di Stato
Un centinaio le firme raccolte da un gruppo di cittadini «Così rischiamo di perdere un altro pezzo del territorio»
NUORO. «Non vorremmo che l’attuale precaria gestione possa rappresentare l’avvio per il ridimensionamento dell’Archivio di Stato di Nuoro o addirittura di una chiusura, con il conseguente trasferimento del prezioso materiale ad altra sede. Quest’ultima ipotesi sarebbe una vera e propria iattura per questo patrimonio che appartiene indissolubilmente al nostro territorio e che, per nessun motivo, può essere smembrato o disperso. Di converso, chiediamo con forza che questo prezioso materiale possa essere migliorato nella sua fruibilità, in modo diretto e semplice, senza che vengano frapposti artificiosi ostacoli burocratici da parte di funzionari incaricati in trasferta».
È con questo tono perentorio che un gruppo di nuoresi si rivolge direttamente al ministro dei Beni e attività culturali Dario Franceschini, e per conoscenza al sindaco Andrea Soddu, per tentare di scongiurare la chiusura dell’Archivio di Stato di via Mereu. Un centinaio le firme raccolte a sostegno della causa riassunta in una lettera partita da Nuoro all’indirizzo del primo cittadino e di Roma. Cento firme di nuoresi «seriamente preoccupati dalle notizie di stampa ma anche da una concreta condizione, prima di una semichiusura e poi di una chiusura totale “sine die” dell’Archivio di Stato di Nuoro. «Non neghiamo che le nostre preoccupazioni – sottolineano i firmatari della missiva – si sono moderatamente attenuate dopo la lettura della nota ministeriale che, attraverso la Direzione generale degli Archivi, ha investito, per la risoluzione del problema, le proprie articolazioni periferiche sarde. Nella richiamata nota infatti: “…si evidenzia nuovamente la necessità e l’urgenza di individuare ogni possibile soluzione volta a garantire il regolare andamento del servizio al pubblico dell'Archivio di Stato di Nuoro, al momento assicurato ma con grandi difficoltà, atteso che presso quell’Istituto non presta servizio alcun dipendente di ruolo, tranne il Direttore ad interim”. Da rimarcare che, nel frattempo, è completamente mancato l’interessamento al problema delle istituzioni e della classe politica nuorese». Il silenzio dell’amministrazione comunale e di qualsiasi altra istituzione “nuorese” è infatti evidente: nessuno che abbia preso parola sul caso, salvo la Cisl, qualche privato e qualche ricercatore appassionato che ha cercato di sensibilizzare la città su questo ennesimo scippo.
«Non le sfuggirà – scrive il gruppo dei paladini nuoresi a Franceschini, e per conoscenza a Soddu – che Nuoro e la sua provincia hanno subito di recente un forte ridimensionamento della presenza dello Stato e non vorremmo che, proseguendo con questa furia semplificativa, si intenda privare la città ed i suoi studiosi di un patrimonio storico-documentale unico nel territorio». «Tutto ciò per chiederle di occuparsi personalmente del problema, non solo per scongiurare ipotesi di depotenziamento ma, al contrario – si legge ancora nella lunga lettera firmata da cento nuoresi –, per il potenziamento ed il conseguente rilancio dell’Archivio di Stato di Nuoro».
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