«Salvate i mandorleti di Oliena»
Appello dei giovani titolari della societa Hivu al mondo dell’agricoltura
OLIENA. «Non abbandonate i madorleti». I ragazzi della neonata società “Hivu” si rivolgono al mondo dell’agricoltura olianese. «Non ci si dimentichi di questa particolarissima coltura, che fa parte della nostra tradizione», chiedono a gran voce. La speranza è che, dopo anni di disinteresse e noncuranza, si recuperino i tanti esemplari presenti nel borgo barbaricino, dai quali da tempo non sono stati raccolti i frutti, né realizzate le normali operazioni di potatura e pulizia. Ovviamente se non si asportano i rami in esubero e i gusci rimasti dalle annate precedenti, la pianta, in coincidenza della stagione successiva, ne risentirà notevolmente, riducendo di parecchio il raccolto.
L’obiettivo, insomma, è quello di richiamare l’attenzione dei proprietari di terreni, i quali riconoscano ai mandorleti, al pari della coltura dell’olivo e della vite, le cure e l’attenzione, delle quali necessitano, ripristinando l’enorme potenziale presente nell’agro rimasto inattivo da troppo tempo. In precedenza, infatti, gli unici a non lasciar dismettere le piante erano coloro i quali dovevano realizzare piccole quantità di dolci, a livello familiare, magari in coincidenza con qualche particolare cerimonia. Oggi, invece, si ha la possibilità di conferire il prodotto a una realtà economica giovane, fondata da Giorgio Carente e da Marco Massaiu, che in pochissimi mesi è riuscita a richiamare le richieste di moltissime aziende della zona, dove le mandorle possono essere lavorate, liberando il seme all’interno. Esempi di nicchia, di elevata qualità, che scelgono ingredienti biologici, a chilometri quasi zero hanno optato, fina da subito, per la ditta barbaricina.
«E’ assurdo che di fronte ad un patrimonio censito così ampio, presente nel nostro territorio, caratterizzato da pregiate varietà e da una ricchezza così poco sfruttata, si debba ricorrere ad alternative, che vengono chissà da quale paese estero», dicono i titolari.
«Le mandorle delle nostre campagne possono diventare davvero – aggiungono – la materia prima basilare per moltissimi utilizzi, dalla gastronomia alla cucina, dai liquori alle bibite, dai cosmetici ai prodotti per l’igiene. Il guscio, inoltre, può fungere da combustibile per alimentare caldaie e stufe».
Si tratta, insomma, di investire su una risorsa, che può davvero ripagare a breve termine degli sforzi e dell’impegno riservatole.
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