La mossa di Sarule capitale della dama
I protagonisti del torneo: «È un paese straordinario»
SARULE. Giorgio Nanì La Terra, siracusano classe 1978, è rimasto a bocca aperta. Lui, regista indipendente e giocatore di dama per passione. «Per arrivare a Sarule bisogna attraversare tutta la Sardegna e inoltrarsi nell’entroterra» racconta a pochi giorni dalle gare organizzate dal sodalizio damistico San Michele Arcangelo di Sarule. Due giorni di gare, con la presenza speciale del campione del mondo Michele Borghetti. «Circondata da immense colline, verdi e boschive, finalmente si arriva nel cuore pulsante dell’isola, la zona viene chiamata Barbagia – continua Nanì La Terra –. Qui, a dispetto del nome che le diedero i romani, le persone sono estremamente gentili ed accoglienti e non esiste delinquenza poiché ci si conosce nel solitario paese di appena 2000 abitanti e come ampiamente la storia narra. Qui sono tutti amici e uniti specialmente quando c’è da organizzare un evento, una manifestazione, qualunque cosa che richieda la partecipazione di tutti. Ed è proprio quello che è successo per la manifestazione damistica Sarule d’AMAredove il risultato è stato l’eccellenza, l’originalità e il buon cuore, Sarule D’Amare... » va avanti il regista indipendente siciliano sbarcato nel cuore della Sardegna.
«Quando sono arrivato, Michele Borghetti era nella fase finale dell’esibizione alla cieca e subito dopo si è esibito in simultanea, prima contro i bambini e poi con gli adulti. Nessun pareggio e nessuna sconfitta, ha vinto tutti come del resto il grande maestro è campione del mondo» racconta a pochi giorni dall’evento, Giorgio Nanì La Terra, ormai tornata a casa ma ormai con in circolo il “mal di Sardegna”.
«Abbiamo alloggiato presso “La taverna del gufo”, un b&b meraviglioso, talmente caratteristico che ha mantenuto l’antico fascino del tempo e assicuro che chi ha il privilegio e la fortuna di alloggiarvi si troverà immerso in un antico scenario sardo dove ogni singolo mattone di granito e pietra è stato posto con minuziosa cura e criterio, vi consiglio di visitare il sito e vedere la gallery» suggerisce il giocatore di dama. «Abbiamo cenato in un casolare in località Monte Gonare. I malloretos (gnocchetti) con sugo tradizionale sardo, con ragù di tre tipi di carne: pecora, vitello e maiale. Pecora in cappotto con patate e cipolla, maialetto allo spiedo, formaggi tipici locali, il Sarulese, il Monte Gonare, il Fiore sardo, dolci tipici della zona prodotti dal pasticcere e damista Pasqualino Porcu, le casadine, gli amaretti e davvero tantissimi buonissimi altri dolci che non ricordo tutti i nomi». Nanì La Terra è ancora entusiasta. «Da sottolineare – dice – il folclore e la spiccata tipicità dei prodotti, rigorosamente biologici, autoprodotti, allevati e coltivati ciascuno nei propri terreni: gusti incontaminati dall’industriosità sociale e conservati nel tempo con tradizione: ci hanno fatto assaggiare un pezzo di storia sarda; è stato indimenticabile».
«Nella manifestazione – si inserisce il grande maestro Michele Borghetti – ho riscontrato un’accoglienza veramente eccezionale, talmente tanto che mi sento di dire che, dai miei nuovi amici sardi ci sarebbe molto da imparare soprattutto per alcuni (per fortuna pochi) che organizzano tornei anche di lunga tradizione. Quindi doppia lode a questi nuovi amici damisti di Sarule. Concludendo mi sento ancora di dire, sicuro di interpretare anche il pensiero di tutti gli altri partecipanti, che seppur fossero alla loro prima esperienza organizzativa, ci hanno fatto sentire davvero a casa nostra, accogliendoci nei migliori dei modi che si possa immaginare». Parole del campione del mondo, parole del mitico Michele Borghetti. «Mi auguro che Sarule D’AMAre diventi un appuntamento annuale – chiude Nanì La Terra – e invito tutti a parteciparvi. Per me, senza ombra di dubbio, è stata la gara che più mi è piaciuta dove, divertendomi ho potuto conoscere persone straordinarie, il vero tesoro di questa entroterra». «Grazie a tutti» saluta il regista indipendente giocatore di dama per passione.
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