«Noi malati di Sla con le nostre odissee»
«Buona sera, mi presento: sono Graziano Mereu. Signor sindaco, signor presidente, signori assessori e consiglieri, grazie per l’invito a questo incontro. Per me è un ritorno dopo più di vent'anni in...
«Buona sera, mi presento: sono Graziano Mereu. Signor sindaco, signor presidente, signori assessori e consiglieri, grazie per l’invito a questo incontro. Per me è un ritorno dopo più di vent'anni in questa sala che mi ha visto come consigliere e come assessore in rappresentanza del Partito comunista italiano. Come vedete, torno da malato di Sla». Queste le parole che hanno aperto l’incontro di ieri in aula consiliare. «Da due anni convivo con questa malattia che con particolare virulenza mi ha aggredito, mettendomi ko: tutti gli arti sono fuori uso, solo alcune dita della mano sinistra mi permettono di muovere un filo, collegato a un sonaglio, per richiamare di notte e di giorno le assistenti; poi ho un buco in gola per respirare, un tubicino collegato allo stomaco per nutrirmi e un catetere per urinare. Grazie a Dio mi rimangono gli occhi per leggere, comunicare e scrivere, e la testa per pensare. Non mi piango addosso, mi aiutano mia moglie, mie figlie, la mia famiglia, gli amici. Ringrazio il condominio di via Istria, dove abito, che mi ha messo a disposizione gratuitamente un alloggio a piano terra, una solidarietà diffusa che scalda il cuore, anche questo invito fa molto piacere. Adesso che la disputa dei trent’anni sul piano urbanistico comunale si è conclusa con la sua pubblicazione, ora il consiglio avrà su questa materia discussioni settoriali non totalizzanti, e quindi, tra gli altri problemi, spero un’attenzione mirata sui servizi sociali, vedere il prezioso lavoro delle assistenti nel centro di via Brigata Sassari, conoscere i problemi dei malati e tutte le difficoltà che devono affrontare le famiglie che convivono con malati cronici».
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