Stagione positiva anche in città: più 22%
In forte crescita rispetto al 2014 le presenze in alberghi e b&b. A Oliena un aumento del 47 per cento, molti gli stranieri
NUORO. A sorpresa, forse per la prima volta nella sua storia, la città si scopre turistica nei fatti, e non in virtù di classificazioni burocratiche. Lo dicono i dati provvisori del Sired, l’osservatorio statistico della Provincia e della Regione, che confermano anche per il capoluogo il trend di crescita di presenze turistiche che ha interessato le coste dell’isola. Nuoro cresce del 22 per cento in termini di presenze rispetto al 2014: aumentate in un anno da 17.010 a 20.780. Il dato è riferito al periodo dal primo gennaio al 30 settembre. È evidente che non sono interamente presenze turistiche, anzi che lo sono probabilmente per non più della metà, perché molte persone soggiornano nelle strutture ricettive della città per motivi di lavoro; ma il dato di crescita, soprattutto per quanto riguarda le presenze straniere, è legato in modo evidente al turismo, sia esso culturale, gastronomico o ambientale. È ridotta al minimo, piuttosto, la permanenza in città, limitata a una o due notti: il dato degli arrivi infatti non si discosta particolarmente dalle presenze (13.652, più 28,5% rispetto al 2014).
Ma da dove arrivano i turisti stranieri? In cima, per numero di presenze ci sono i francesi, che sfiorano le mille presenze. Seguono gli olandesi (807), i tedeschi (627), belgi (503) e spagnoli (473). Va detto poi che il dato generale è legato alla capacità ricettiva di Nuoro, abbastanza ridotta anche se adeguata alle esigenze di mercato: quattro alberghi che offrono 300 posti letto, un residence (24 posti), più 24 fra bed & breakfast, agriturismi e affittacamere (215 posti letto).
La domanda è se questo incremento corrisponda, in una stagione turistica eccezionale per l’isola, a uno spostamento di una parte del flusso dei vacanzieri verso l’interno. La risposta è sì, soprattutto se si guarda alle esperienze di un centro vicino quale Oliena, dove il turismo negli ultimi decenni è stato il motore di uno sviluppo economico che ha abbracciato più settori, dall’agricoltura all’artigianato. Il paese alle falde del Corrasi è protagonista di un autentico boom: i dati al 30 settembre parlano di un aumento del 47,42% delle presenze, con una crescita delle sole straniere del 57,94%.
Il fatto singolare è che gli arrivi, rispetto al 2014, sono diminuiti del 28%, ma i numeri assoluti delle presenze sono passati da 14.904 a 21.972. Ciò significa che i turisti arrivati nel territorio di Oliena non si sono limitati a una visita di poche ore o di una nottata, ma vi hanno trascorso in media almeno 5 o 6 giorni. Un territorio che dalla sua ha una struttura come Su Gologone, l’hotel al quale spetta ovviamente la palma del maggior numero di presenze, ma anche il merito di aver stimolato negli anni un indotto legato appunto all’agroalimentare e all’artigianato e di aver agito come punto d’attrazione per l’intero territorio.
A Oliena oggi operano tre alberghi (per un totale di 178 posti letto, 134 dei quali a Su Gologone), e undici tra bed & breakfast (7), agriturismi (3) e affittacamere (1), che complessivamente offrono 61 posti. E che il turismo sia ormai una voce importante del territorio, lo testimoniano i circa cinquantamila biglietti staccati all’ingresso delle sorgenti di Su Gologone (più 20% rispetto al 2014), o ancora le cinque società che operano nel settore delle escursioni in Supramonte (a Oliena ci sono ben dieci guide escursionistiche con patentino). Quest’anno anche le Cortes Apertas, che si sono svolte dall’11 al 13 settembre, hanno registrato un gran numero di visitatori: «Soltanto la Vodafone – dice il sindaco Martino Salis – in quei giorni ha “agganciato” trentamila utenze». Oliena è inoltre l’unico paese della provincia ad avere un presidio turistico permanente, in grade di accogliere e indirizzare i visitatori tutto l’anno, ed è uno dei centri più importanti e vitali del circuito della Strada del vino Cannonau.
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