Gavoi mette in mostra le antiche tradizioni
Un percorso interattivo nel passato con l’associazione culturale S’Isprone a Casa Porcu-Satta
GAVOI. Si rinnova l’appuntamento con la manifestazione Autunno in Barbagia anche per il comune di Gavoi, che dal 9 all’11 di ottobre addobberà le proprie “cortes” per accogliere le centinaia di visitatori attesi per onorare la sagra “Ospitalità nel cuore della Barbagia”, come si intitola l’evento gavoese.
Oltre alle escursioni e visite guidate, i laboratori creativi, i reading gastronomici, le degustazioni e dimostrazioni in “sas cortes” alcune importanti novità caratterizzeranno quest’edizione, grazie anche all’associazione culturale S’Isprone che ha inserito nel programma un percorso interattivo nel passato che si svolgerà negli spazi di uno dei musei visitabili in questo fine settimana: la Casa Porcu-Satta. La location è una tipica casa signorile, in stile liberty che contiene al suo interno affreschi del pittore Molinari e arredi scolpiti da Francesco Ciusa, oltre a tre collezioni stabili: l’abbigliamento tradizionale gavoese, la collezione dei “jocos e sas prendas” contro il malocchio. In occasione della manifestazione, l’associazione, in stretta collaborazione con i volontari del Servizio Civile Nazionale, propone un percorso attraverso la cultura pastorale, che ben si integra con gli elementi presenti nel museo, raccontando le eredità tramandate negli anni. «Il viaggio nel passato – racconta Roberto Mulas, portavoce di S’Isprone – parte con la lavorazione del formaggio, fino a toccare altri elementi della vita comunitaria, come gli strumenti musicali che accompagnano “su ballu” o i costumi, passando per il carnevale e le feste campestri». L’intervento dei pastori si terrà il sabato e la domenica, alle 10.30 e alle 16. Negli stessi momenti, sempre nel museo uno schermo introdurrà i visitatori ai costumi, giochi e strumenti esposti nei piani successivi.
Un documentario del 1995, “Festa e sonos de sardigna”, illustrerà le caratteristiche della cultura gavoese strettamente legata, in ogni sua peculiarità al pastoralismo. Alla passione del filmaker locale, Marco Deiana, è affidata, invece, la testimonianza degli aspetti più suggestivi delle feste e di una delle più importanti attività artigianali: la ferratura del cavallo. Quest’ultimo genere di testimonianza si conclude nell’ultimo piano del museo, dedicato agli aspetti più ludici della cultura, ma al contempo preziosi quanto le fatiche del lavoro: i giochi e gli strumenti musicali. In una delle stanze, si propone l’edizione del 1996 de “sa sortilla ’e tumbarinos”, dove il tamburo gavoese diventa protagonista indiscusso dei divertimenti ante quaresima del giovedì grasso. )
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