Intesa San Paolo, chiude una filiale
La sede di galleria Emanuela Loi accorpata a via Lamarmora Aveva aperto venticinque anni fa come Banca Commerciale
NUORO. Nell’ambito della razionalizzazione che sta riguardando a livello nazionale la rete bancaria, la città perde un altro sportello in una zona strategica. È la filiale di Intesa San Paolo di galleria Emanuela Loi, presente in quest’angolo di piazza Italia da quasi 25 anni. Dal 19 ottobre, si legge in un cartello all’ingresso, i servizi saranno trasferiti nella filiale di via Lamarmora dello stesso istituto.
È probabile che la chiusura crei disagi agli utenti che abitano nel quartiere o vi gravitano per motivi di lavoro, ma non avrà ricadute negative sul piano dell’occupazione: i sei dipendenti della filiale andranno a ingrossare l’organico di via Lamarmora, dove attualmente operano 17 lavoratori (più altri 12 al centro imprese). Va ricordato che quest’ultima è stata per lungo tempo filiale del Banco di Napoli, poi confluito nel gruppo San Paolo Imi diventato successivamente Intesa San Paolo. La sede di galleria Emanuela Loi nasce invece come Banca Commerciale negli anni ’90, ed è diventata poi Banca di Credito Sardo, sempre del gruppo Intesa, dopo che quest’ultimo aveva acquisito il Credito industriale sardo (che ha Nuoro aveva sede a pochi metri dalla Banca Commerciale).
Ma da cosa nasce la ristrutturazione degli sportelli bancari? Che effetti avrà sugli utenti? C’è preoccupazioni per le sorti dei dipendenti degli istituti? Luigi Guiso, dipendente Bnl, fa parte del direttivo nazionale della Fisac Cgil, il sindacato più rappresentativo dei lavoratori bancari. «La razionalizzazione nasce dal ricorso sempre maggiore dei clienti al web come strumento di interazione con il proprio istituto, ma anche dal fatto che molti utenti svolgono le proprie operazioni direttamente al bancomat. È chiaro che come sindacato monitoriamo costantemente la situazione occupativa negli sportelli che vengono accorpati. Nel caso delle filiali di Intesa San Paolo tutto si è svolto correttamente, con il trasferimento in un’altra zona della città».
In linea generale dunque la razionalizzazione non ha prodotto esuberi, almeno nel territorio, spesso grazie al ricorso a pensionamenti anticipati con “scivoli” sino a cinque anni. È pur vero che il turn over non viene applicato: nei vari istituti, ogni dieci lavoratori collocati in pensione scatta in media una sola assunzione.
Le preoccupazioni del sindacato ora sono rivolte alla razionalizzazione degli sportelli del Banco di Sardegna, nel quale a breve confluirà anche la Banca di Sassari. (p.me.)
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