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La famiglia ultimo baluardo contro la crisi

La famiglia ultimo baluardo contro la crisi

Sapelli: «Disagio sociale causato dai problemi economici, il governo superi le politiche restrittive»

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NUORO. La difficoltà sociale ed economica in Italia ha tra gli elementi scatenanti la crisi delle famiglie. Ci si sposa sempre di meno e ci si distacca sempre di più, anche quando si continua a stare formalmente uniti e a vivere sotto lo stesso tetto. I dati su redditi e bilancio domestico sono una spia della condizione: il 10 per cento delle famiglie deve ricorrere a prestiti, oltre il 15 per cento negli anni della recessione hanno dovuto intaccare i risparmi. In 26 casi su cento non riescono a far fronte a una spesa imprevista che arrivi a 700 euro. Tra le rinuncie (in quasi la metà delle famiglie) c’è quella a una visita medica.

Numeri da sofferenza e preoccupazione emersi dal convegno “La famiglia che resiste alla crisi”, promosso dal Centro culturale delle Fontane di Sassari (che opera in collegamento con l’Opus Dei) insieme a Confcommercio, associazione “50&Più”, Terfidi e Comune. Tra i relatori: Giulio Sapelli, economista, con docenze universitarie in Italia e all’estero, oltre che impieghi passati nella dirigenza di grandi gruppi imprenditoriali.

Il risvolto economico è solo una parte del problema. Dopo l’introduzione del giornalista Gianni Garrucciu, i primi allarmi li sottopone il sindaco Andrea Soddu: «Nel nostro territorio abbiamo il 35 per cento di dispersione scolastica, la più alta in Italia. Tra gli effetti diretti, nella fascia tra i 14 e i 18 anni, molti ragazzi né studiano, né lavorano e vivono senza una prospettiva». Il vescovo di Nuoro, Mosè Marcia, ha citato le cause. Quella contingente: «La famiglia non è sostenuta a dovere dalle istituzioni». Quella culturale: «L’istituzione familiare non viene compresa e valorizzata in quelli che sono gli aspetti dell’unità e della solidarietà capace di combattere la crisi». La soluzione del presule: «Scoperchiare il tetto della famiglia e fare emergere le ricchezze».

Obiettivi e passaggi sui quali incentra l’intervento la psicoterapeuta Mariolina Ceriotti Migliarese con sottolineature semplici e chiare che si basano sui comportamenti: «La crisi della famiglia è innanzitutto di identità, culturale prima che di ruolo tra l’uomo e la donna. Due figure con differenze naturali, che si tende a ridurre o addirittura cancellare». Tra i danneggiati proprio il matrimonio: «Non parlo tanto del connubio religioso, che è un qualcosa in più, ma dell’unione coniugale come momento fondante di un soggetto con un proprio nome». L’economia e il grado di benessere materiale: «Il venir meno di certezze economiche è stata causa di tante rotture coniugali. In certi casi è riuscita a intaccare la stima tra coniugi, in particolare quando l’uomo con la perdita del lavoro si è trovato a rivestire un ruolo marginale nella casa». La psicoterapeuta mette tra i mali anche la carenza di dialogo e la perdita di ritmicità e ritualità.

Letture e cause sposate da Giorgio Sapelli co n l’aggiunta della sua analisi: «È importante investire nella famiglia anche per la capacità di creare domanda effettiva di beni e servizi, oltre che per l’essere cellula della società. Il governo deve superare rapidamente le politiche restrittive. Altra cosa da fare è aiutare quei 3 milioni di italiani, soprattutto giovani, che oggi non studiano e né lavorano». Nella sua riflessione il professore non rinuncia a ribadire le sue predilezioni di politica economica. «L’economia che va bene è quella che esporta e a maggior ragione in terre poco popolate come la Sardegna». Altro elemento scatenante di ricchezza: «Accrescere la spesa dello Stato, che vede l’Italia all’ultimo posto nel mondo. L’aumento del debito pubblico non ha mai fatto male a nessuno». La debolezza infinita, potrebbe tornare buona all’isola e al Nuorese. «Possiamo riprenderci prima perché, da piccoli quali siamo, la nostra caduta è stata meno rovinosa», ha concluso Agostino Cicalò, presidente di Unioncamere Confcommercio regionale. (f.p.)

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