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Appello per i piccoli imprenditori

Appello per i piccoli imprenditori

Gian Franco Seddone (Apan): «È ora che la Regione rifinanzi la legge 51 del 1993»

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NUORO. «Nel Nuorese la vera economia è stata e rimane quella della piccole e medie imprese e cioè quella degli artigiani, attualmente dimensionati per via della crisi e in particolar modo per l’assenza della legge 51/93 che da circa 10 anni non viene finanziata». A lanciare il grido di dolore Gian Franco Seddone, direttore dell’Apan Sardegna. «Era l’unica legge regionale, la 51/93, che dava l’opportunità ai piccoli imprenditori di avviare nuove iniziative, conquistarsi una loro fetta di mercato, avere un guadagno sicuro, garantire il pane ai loro dipendenti che contemporaneamente imparavano un mestiere. Alla luce di tutto ciò – propone Gian Franco Seddone – sarebbe utile che la Regione impiegasse una parte dei 10 milioni stanziati per il sostegno all’impresa al ripristino della legge 51/93, incentivi tanto attesi da numerosi giovani che vogliono crearsi nel deserto del lavoro uno sbocco occupazionale».

«Essere imprenditori oggi significa essere competitivi e avere competenze. Questo binomio sarebbe perfetto anche nel Nuorese, peccato che in questo territorio mancano le opportunità di mercato» è l’amara constatazione del direttore dell’Associazione piccole e medie aziende. «Essere realmente competitivi significa rilanciare la progettualità di fare impresa. Per favorire lo sviluppo in senso reale e di conseguenza creare profitto e prospettive di lavoro, è necessario creare una sinergia fra imprenditoria privata e istituzioni pubbliche – va avanti Gian Franco Seddone –. Non si può essere imprenditori senza una programmazione a largo raggio, ma servono leggi indispensabili per una affermazione e continuità produttiva dell’azienda. L’imprenditore potrà creare posti di lavoro soltanto se avrà la capacità di favorire i buoni investimenti e avere un proprio ruolo nel mercato da sviluppare. Non c’è più alcuno spazio per le improvvisazioni. Non basta gestire il presente di una azienda ma è indispensabile programmare il futuro. Occorre tenere conto di un altro fattore. Innovazione e sviluppo mutano radicalmente: nuove produzioni oltre che nuovi modi di produrre nascono costantemente. Il processo di innovazione crea nuove attività ma attraversa tutti i settori per i quali sono valide le prospettive di mercato. La Regione programma diversi bandi per incentivare le idee imprenditoriali e attrarre nuovi investitori con 10 milioni di euro in campo. Oggi i vincoli per la concessione dei finanziamenti sono aumentati data l’esperienza negativa dell’industria di Ottana. Specialmente con gli imprenditori provenienti dalla penisola – chiude Seddone –, prima di concedere finanziamenti è indispensabile attivare i dovuti controlli a 360 gradi, perché di predatori in quegli anni ne abbiamo conosciuto tanti ma di imprenditori nel senso puro del termine nessuno». (l.p.)

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