La Nuova Sardegna

Nuoro

Un Master plan per la Sardegna centrale

di Luciano Piras
Un Master plan per la Sardegna centrale

La proposta di Roberto Bornioli sarà lanciata alla presenza del presidente nazionale Squinzi e di Francesco Pigliaru

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NUORO. «Nonostante le forti difficoltà, nel territorio non mancano aziende e settori produttivi di livello, dal marmo di Orosei al metalmeccanico all’agroalimentare. Sono tante le aziende che investono nell’innovazione e nell’export e pur nelle difficoltà creano ricchezza e occupazione». Roberto Bornioli va avanti deciso e sicuro. «Occorre però – sottolinea subito il presidente di Confindustria Sardegna centrale – che le aziende siano messe nelle condizioni di stare sul mercato e di competere ad armi pari». A poche ore dall’assemblea che celebrerà i primi settant’anni dell’associazione degli industriali nuoresi, Bornioli rilancia la sfida delle zone interne, forte della presenza e del sostegno del presidente nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi, questa mattina dalle ore 9,30 nell’auditorium del Museo etnografico.

«Un’occasione importante per presentare le nostre proposte» riprende fiato Roberto Bornioli. Soprattutto perché alla tavola rotonda parteciperà anche il presidente della Regione Francesco Pigliaru.

“Un disperato bisogno di crescere” è, non a caso, il titolo dell’evento. “Per il rilancio delle imprese e del territorio”: il sottotitolo. Ci saranno, oltre al presidente Squinzi e a Bornioli, il sindaco di Nuoro Andrea Soddu, il presidente Confindustria Sardegna Alberto Scanu e il vice presidente Confindustria Sardegna centrale Giovanni Bitti. Per fare il punto sull’associazione fondata in città nel 1945 (a opera di ventidue imprenditori tra cui Pietro Guiso Gallisai, primo presidente del sodalizio), verrà anche proiettato un video-focus sul sistema industriale delle zone interne. Un’evento insomma che parte dal passato ma guarda soprattutto al futuro. Tant’è vero che Bornioli coglie l’occasione per ribadire ancora una volta che «per colmare le divergenze servono, da una parte, interventi di tipo strutturale per infrastrutture, fiscalità per le imprese, zone interne, interventi specifici per il settore industriale e il manifatturiero innovativo, dall’altra occorre un intervento straordinario una tantum, un vero e proprio Masterplan per la Sardegna centrale sulla scorta del Piano Sulcis, che metta in moto investimenti pubblici e privati così da rilanciare un territorio sempre più in affanno».

«A fronte di alcuni segnali positivi a livello nazionale – spiega ancora il presidente di Confindustria Nuoro-Ogliastra –, nel territorio il quadro resta ancora molto critico ed è sempre più ampio il divario tra le nostre province e i poli più forti a nord e a sud dell’isola dove Stato e Regione concentrano maggiori risorse e più attenzioni. La Sardegna centrale vive infatti una doppia crisi: la recessione degli ultimi sette anni si è abbattuta su un’area già penalizzata da forti svantaggi strutturali, dove al gap dell’insularità, che condividiamo con il resto della Sardegna, si aggiungono le carenze infrastrutturali, la crisi demografica, la debolezza delle nostre zone interne, le difficoltà legate ai trasporti, più problematici rispetto ad altre zone nell’isola».

«Se bene ha fatto la Regione ad aprire con il Governo un dossier Sardegna, con l’obiettivo di compensare gli svantaggi derivanti dall’insularità che costa all’isola 1,1 miliardi di euro all’anno, al tempo stesso – chiude Roberto Bornioli – occorre intervenire per colmare il divario che penalizza la Sardegna centrale rispetto al resto della Sardegna. Siamo il Mezzogiorno dell’isola e le province di Nuoro e Ogliastra restano territori dimenticati».

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