Coronas, i cittadini devono ripagare i terreni acquistati
MACOMER. I cittadini che avevano comprato dal Comune i terreni di Coronas gravati da usi civici potranno ora perfezionale l’atto di vendita, ma dovranno ripagarli. A sollevare il problema è il “Forum...
MACOMER. I cittadini che avevano comprato dal Comune i terreni di Coronas gravati da usi civici potranno ora perfezionale l’atto di vendita, ma dovranno ripagarli. A sollevare il problema è il “Forum per la rinascita di Macomer”, movimento politico che esprime un consigliere di minoranza, Giuseppe Ledda, il quale in una nota non nasconde le perplessità per il fatto che i cittadini interessati a perfezionare la proprietà dei terreni sui quali avevano costruito la casa, debbano farsi carico di altri costi in un momento di grave crisi che rende difficile un nuovo esborso. Nel comunicato del movimento si ripercorre la vicenda partendo dall’origine, da quando il comune di Macomer mise in vendita i primi lotti. «Nel periodo dal 1930 al 1970 – si legge – il comune di Macomer ha ceduto a centinaia di concittadini dei lotti di terreno nella zona di Coronas, Bonutrau, via Sicilia, via Cottolengo, viale Sant’Antonio, al fine di realizzarvi la propria abitazione. Conseguentemente sono stati stipulati gli atti d’acquisto, versato al Comune il prezzo convenuto, presentati i progetti, rilasciate le autorizzazioni edilizie, costruite le case, pagate regolarmente per decenni le tasse dovute sulle abitazioni, in tanti casi trasferite le proprietà per vendita o successione». Poi però si scopre che chi comprò quei terreni non poteva essere proprietario neppure della casa che aveva costruito perché il Comune non avrebbe potuto vendere i lotti in quanto gravati da uso civico. Da poco si è trasferito il vincolo su altri terreni e il problema è stato risolto. Per sanare tutto era però necessario un atto di vendita. «I cittadini interessati – prosegue la nota – devono pagare nuovamente i terreni (complessivamente si tratta di 7-8 ettari) pagando un euro a metro quadro se (a distanza di 70 anni!) sono in grado di provare il pagamento del corrispettivo allora pattuito, oppure versando 8,76 euro a metro se non sono in grado di esibire la ricevuta». Poi c’è da pagare il notaio. «L’atto di acquisto, quando uno dei contraenti è il Comune, è di solito rogato dal segretario a costi contenuti – conclude la nota –, in questo caso centinaia di persone devono rivolgersi a uno studio notarile con un onere aggiuntivo esorbitante». (t.g.t.)
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