La Nuova Sardegna

Nuoro

Riparte il confronto sul rilancio del territorio

I tavoli tematici fra Regione, imprenditori e sindacati verso la svolta finale Squinzi: «Pigliaru è una persona seria, ma non ha risposto ad alcune domande»

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NUORO. Avviati nei mesi scorsi, e poi messi “in pausa” senza apparenti ragioni, i tavoli tematici fra Regione, Confindustria e sindacati confederali per il rilancio del Nuorese e dell’Ogliastra riprenderanno a breve. È l’impegno strappato al presidente Pigliaru lunedì mattina all’assembela annuale degli industriali, forte della presenza del leader nazionale Giorgio Squinzi, impegnato in questi giorni in una dura polemica con i sindacati sul rinnovo dei contratti delle principali categorie di lavoratori, con il governo Renzi a far da spettatore in attesa di avere ruolo guida nella vicenda. Quanto alla visita di Squinzi a Nuoro, a fine convegno, dopo aver ascoltato tutti gli interventi, al presidente di Confindustria è parso che Pigliaru non abbia dato le risposte che gli industriali si aspettavano. «Mi è sembrato una persona seria – ha detto il leader di Confindustria – ma non ha risposto a molte delle nostre domande». Domande che sono contenute nel progetto di rilancio articolato in sette punti che gli industriali hanno presentato al governatore della Sardegna.

Nella sua relazione sullo stato della Sardegna centrale il presidente degli industriali nuoresi Roberto Bornioli ha comunque espresso segnali positivi verso l’operato del governatore, in carica dal 2014. Ma non ha mancato di puntare l’indice accusatorio verso la classe politica nel suo complesso. «In questi otto anni di grande crisi – ha detto – quando le imprese avrebbero avuto bisogno del massimo sostegno da parte dello Stato e della Regione, abbiamo registrato paradossalmente la loro massima lontananza. Più che di una politica del fare, costituita da azioni concrete e incisive, abbiamo assistito a una politica degli annunci, distante dalle reali esigenze delle imprese. La nostra associazione non si è mai stancata di fare proposte e di rappresentare i gravi problemi con cui si confrontano le nostre imprese. Il più delle volte però la politica, incapace di decidere e di agire, non ha fornito risposte concrete».

Sotto accusa le lungaggini burocratiche che a detta di Bornioli sarebbero un forte ostacolo per lo sviluppo: «Tra le nostre principali battaglie c'è senz'altro quella legata ai bandi per i Piani di sviluppo Locale-Pfsl e i Pia, strumenti di agevolazione per gli investimenti delle imprese. Dopo un iter complesso durato sei anni e una burocrazia esasperante sono state tantissime le aziende che hanno rinunciato all'investimento, mentre molte delle imprese risultate idonee in graduatoria sono ancora in attesa del via libera».

Stessa denuncia riguardo ai 280 milioni stanziati dalla Regione per lo sviluppo dell’Ogliastra e ancora sulla carta. «Questi casi sono un esempio di inefficienza politica, che corre il rischio di essere sempre meno credibile, ma anche un esempio di insana burocrazia. Come sottolineato dal presidente Squinzi, la burocrazia è il peggior nemico di chi fa impresa, perché è arrivata ad un punto tale che si auto immobilizza il paese, pertanto quella della semplificazione è la madre di tutte le riforme», ha concluso Bornioli che però ha dato atto proprio al presidente Pigliaru di aver avviato il processo di semplificazione burocratica e amministrativa che riguarderà gli atti dell’assessorato all’Industria. Altrimenti, dicono gli industriali nuoresi, non ci sarà alcuna possibilità di rilancio: «La Sardegna occupa la 168esima posizione su 199 regioni europee per la facilità a fare impresa», ha aggiunto Bornioli.

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