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Oliena e le pioniere della ricettività locale

Oliena e le pioniere della ricettività locale

Un viaggio indietro fino agli anni Cinquanta alla scoperta dei primi B&B ai piedi del Corrasi

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OLIENA. Nella storia della comunità del Corrasi, tra aneddoti e vecchie storie riecheggiano personaggi e avvenimenti verificatisi nella prima locanda del piccolo borgo. È interessante e curioso sapere, che per rintracciare una delle pioniere della ricettività olianese bisogna tronare indietro agli anni Cinquanta del secolo scorso.

Una donna, Mariantonia Mulas, scomparsa tempo fa, ebbe l’idea, infatti, di aprire la sua casa a “sos istranzos”, destinando due stanze dell’abitazione di “Sa untana nova” per accogliere gli ospiti giunti da ogni dove.

Un modo per garantire un futuro più agiato ai propri figli, che contribuirono attivamente nel mandare avanti il piccolo albergo ma che in cambio, cosa non certo comune all’epoca, ricevettero la possibilità di andare a scuola, ottenendo l’istruzione superiore.

Una sorta di B&B ante litteram, dunque, era sorto nel centro del Nuorese, caratterizzato dalla stessa dimensione familiare, in realtà più somigliante ad una locanda, considerato il fatto che qui si poteva fruire di una pensione completa, con tanto di colazione, pranzo e cena. Il tariffario prevedeva un contributo di mille lire al giorno, mediante il quale si poteva ottenere il menzionato servizio full optional.

Al quale potevano aggiungersi eventuali opzioni integrative, come la pulizia e la stiratura degli indumenti. Nella robusta casa di pietra e granito, situata in pieno centro, a pochi passi dalla parrocchia intitolata a Sant’Ignazio da Loyola, passarono, fino alla chiusura, avvenuta a metà anni Sessanta, la quasi totalità dei medici incaricati di svolgere qualche supplenza a Oliena. Assieme a loro, numerosi visitatori provenienti dalla Germania e dall’Austria e perfino un professore stabilitosi in seguito definitivamente alle pendici del Supramonte. Tuttavia, tra i clienti certamente più particolari, che la signora Mariantonia ricevette c’era anche il suo futuro genero, il quale, invaghitosi della figlia, decise di sposarla e portarla via con sé. Vicinissima a tzia Mintonia, un’altra madre di famiglia, Giovanna Catte decise di avviare un’attività analoga.

Tra le varie presenze di quest’altra struttura domestica, spicca il nome di Marianne Sin-Pfalzer, fotografa tedesca, deceduta qualche mese fa. Un po’ più distante, a Sant’Anna, la dimora-albergo era gestita, invece, dalle sorelle Coe. (ma.s.)

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