Gli infermieri del futuro protagonisti della sanità
A questa figura professionale la Asl dedica un nuovo corso in due edizioni Parteciperà anche il direttore generale dell’Istituto Palazzolo di Bergamo
NUORO. Da mero “esecutore” di compiti inseriti in un processo retto da conoscenze, governate e trasmesse da altre figure professionali, a professionista sanitario responsabile dell’assistenza generale infermieristica, capace di pianificare, gestire e valutare l’intervento assistenziale. L’infermiere in Italia, nel corso degli anni, di strada ne ha percorsa tanta. Ecco perché l’Asl di Nuoro – sempre più la vera “Fiat” di un territorio in cerca di una propria ricollocazione – mette questa fondamentale figura professionale al centro di un evento formativo di grande spessore. “Il contributo personale del professionista al miglioramento della qualità delle cure” è il titolo del corso, che si svolgerà in due edizioni (giovedì 22 e venerdì 23 ottobre), nella sala conferenze dell’ospedale San Francesco, che vedrà anche la partecipazione del commissario dell’Asl, Mario Palermo, per un saluto. Un percorso importante, costruito con l’unità operativa della formazione dell’azienda sanitaria nuorese, che ha come responsabile scientifico Martina Contu del servizio infermieristico, e come docenti Lucia Marongiu, operante all’interno dello stesso servizio, e Edoardo Manzoni, quasi l’emblema del nuovo ruolo assunto nel corso degli anni dall’infermiere, dato che proviene da questa affascinante professione (ormai sempre più appannaggio delle donne), e attualmente ricopre l’incarico di direttore generale dell’istituto Palazzolo di Bergamo, una casa di cura di eccellenza.
«L’infermiere – spiega Lucia Marongiu – è capace di assumere decisioni in autonomia, ma soprattutto in collaborazione con altre professionalità, personalizza l’assistenza riconoscendo al “bisogno” una dimensione del tutto nuova e particolareggiata». Sempre più un comunicatore, dunque, un professionista che, attraverso il dialogo e il confronto continuo, cerca l’incontro con la persona malata, allo scopo di stabilire un’interazione efficace e personalizzata, finalizzata al soddisfacimento dei bisogni, al recupero dell’autonomia e all’adattamento allo stress che ogni malattia o forma di disagio porta con sé. «L’infermieristica – precisa ancora Marongiu – è proprio il campo strutturato del sapere umano che ha come oggetto di studio l’uomo e i suoi bisogni di assistenza, e riconosce come scopo pratico la loro soddisfazione attraverso il processo di assistenza, principale metodo dell’agire infermieristico». Concetto già mirabilmente reso dalla grande poetessa statunitense Emily Dickinson: «Se io potrò impedire/a un cuore di spezzarsi/non avrò vissuto invano/Se allevierò il dolore di una vita/o guarirò una pena/non avrò vissuto invano».
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