Il sindaco: «Peste suina, la Regione cambi tutto»
Orgosolo, il primo cittadino all’attacco: «Cagliari non getti benzina sul fuoco» «Imporre l’abbattimento degli animali è una decisione dannosa e sbagliata»
ORGOSOLO. «La Regione dovrebbe promuovere azioni di pacificazione sociale, non gettare benzina sul fuoco». Appare preoccupato e contrariato, Dionigi Deledda. Nella sua veste di primo cittadino e di amministratore locale si è trovato più volte a doversi occupare di peste suina, assolvendo ad un lungo elenco di incombenze richieste da Cagliari e da Roma, che finora non hanno prodotto alcun risultato. Stavolta, tuttavia, la situazione sembra essere ancor più allarmante. Un provvedimento dell’assessorato regionale alla sanità ha, di fatto, aperto la caccia ai suini. Gli animali, che pascolano allo stato brado e quelli non censiti ufficialmente verranno abbattuti. In burocratese si chiama operazione di “depopolamento”, concretamente l’impresa vincitrice di un appalto già bandito dovrà realizzare una vera e propria mattanza delle mandrie, creando inevitabilmente tensioni sociali e scontri. Chi vive dei proventi della campagna non sarà disposto certo ad accettare una simile imposizione, lasciandosi uccidere gli animali.
«È una decisione pericolosa, dannosa e sbagliata – dichiara, senza mezzi termini, il sindaco di Orgosolo – che ricade su territori, dei quali la Regione conosce la storia e i trascorsi e che rischia di riaccendere agitazioni interne, difficilmente gestibili». «Premesso che l’esecutivo isolano si è totalmente dimenticato dei rappresentanti delle comunità e in nessuna occasione ne ha chiesto la collaborazione e il supporto. Chiarito, dunque, che siamo stati letteralmente tagliati fuori – sostiene Deledda – ci rendiamo nuovamente disponibili a discutere le soluzioni più idonee per affrontare seriamente e definitivamente il problema». La dimensione sanitaria è solo una delle molteplici.
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