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Nuoro

Rifiuti, tra carenze di organico e poca sicurezza sul lavoro

di Francesco Pirisi
Rifiuti, tra carenze di organico e poca sicurezza sul lavoro

Carroni (Cisal): «Il servizio offerto da Nuoro Ambiente è pessimo mentre i costi aumentano ogni anno» Oggi lo smaltimento costa ai cittadini 8 milioni di euro, ben 3 milioni in più rispetto al 2010

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NUORO. Prima grana sindacale per l’amministrazione civica, eletta a metà giugno. Protagonista la Cisal, il sindacato dei lavoratori autonomi. La questione è quella dell’attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti da parte della società Nuoro Ambiente, alla quale si contestano alcuni limiti e omissioni nell’adeguatezza dell’organico degli operai e della sicurezze nel lavoro. Il segretario provinciale Luciano Carroni: «Ci troviamo di fronte a un servizio precario e non sufficiente, sia per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, sia per lo spazzamento. Altro aspetto, l’aumento dei costi per i cittadini». Il dirigente della Cisal a questo proposito cita i numeri dell’appalto alla Nuoro Ambiente (divisa a metà tra Comune ed Ecoserdiana Spa), che dal 2010 è passato da 5 a 8 milioni di euro. Costi spesso imputati, negli scontri in Consiglio comunale, alle proroghe, con le quali è stato governato dal 2010 il rapporto tra le parti contraenti. Tutto ciò per via di un appalto naufragato ancor prima di venire alla luce e al quale la giunta guidata da Alessandro Bianchi ha cercato di ovviare nella scorsa primavera con un nuovo bando. Senza che tuttavia le cose si siano modificate. Perché il procedimento amministrativo è rimasto a metà, appeso al filo dopo il ricorso da parte delle aziende escluse nell’aggiudicazione. Con la necessità di un’altra proroga. Scelta di gestione ancora provvisoria e sulla quale Luciano Carroni non concorda: «Invece di ripartire e riconsiderare l’intera materia, ci troviamo di fronte alla presa di posizione del sindaco Soddu e dell'assessore che di fatto bloccano le procedure di appalto e rendono operative le proroghe, ormai divenute una prassi». Tra le conseguenze, espresse dal dirigente Cisal, «il fatto che i cittadini nuoresi sono messi davanti a un fatto compiuto e, in particolare, all’aumento di costi a cui non corrisponde un miglioramento del servizio. Questo cammina su “un filo di lana”, senza che vengano servite le aree periferiche e ci sia attenzione allo smaltimento. Oltre a dover fare i conti con un’organizzazione dell’attività non razionale, con i blocchi ripetuti nella circolazione stradale e i carichi di lavoro eccessivi per gli operai». La Cisal avrebbe voluto fare presenti questi aspetti all’amministrazione civica, ma l’incontro non si è avuto, nonostante una prima richiesta porti la data del 31 luglio. Dalla sede nuorese del sindacato la mano tuttavia continua a rimanere tesa. Sul tavolo i numeri del personale. Per la Cisal c’è una riduzione del 20 per cento, «dove non si è neppure tenuto conto dei risultati ottenuti e, in particolare, dell’aumento della “differenziata”, passata dal 35 per cento del 2008 al 65 del 2011». Altro fronte quello della sicurezza, non ritenuta adeguata, anche per la carenza degli strumenti di lavoro. Ancora Carroni: «Se in questo contesto ci fossero degli spazi di trattativa, saremmo pronti a dare il contributo».

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